Un manifesto per le mamme in rete (e anche no)

Questa del manifesto è una mia fissa, lo ammetto.

Sono uscita nel mare aperto del web aprendo un mio spazio, dopo anni e anni di lavoro nel marketing “dei dinosauri”, e così ho imparato codici di comunicazione completamente nuovi. Il web è stato per me un motore di crescita e di cambiamento personale, oltre che di immenso arricchimento professionale (il dinosauro ha ormai cambiato pelle).

L’impulso originario è stato la rabbia. Mi sono resa conto di aver conciliato carriera (internazionale) matrimonio (pendolare) e maternità (desideratissima) per pura fortuna, testardaggine e sfida dei luoghi comuni più radicati. Ma guardandomi intorno e leggendo le statistiche deprimenti, ho capito che tutte le mamme d’Italia fanno una fatica immane a realizzare se stesse e a difendersi dalle pressioni. Spesso commettono l’errore di trincerarsi nelle loro scelte giudicando quelle delle altre, perché non sono serene, e alimentano fazioni stupide, quando bisognerebbe lavorare tutte insieme per essere più serene .

Abbiamo bisogno di supporto, di team. Supportare noi stesse, e le altre mamme, e smettere di giudicarle. Io vorrei dire la mia e fare la mia parte per creare questo spirito di squadra. Penso che anche se nell’immediato è molto difficile agire a livello economico e politico, possiamo senz’altro agire sulla nostra mentalità.
La mia visione è promuovere un’idea di mamma moderna – imperfetta ma autentica – ed aiutare tutte le mamme, che lavorino in casa o fuori casa, a vivere serenamente il loro ruolo, ad esprimere il loro stile personale, sentendosi sicure delle loro capacità senza doversi confrontare con inutili modelli.

Voglio dare una voce e un nome a una nuova “tribù” i cui fermenti sono chiaramente intorno a noi: e così ho scelto VereMamme, cioè quelle che desiderano solo essere vere, essere se stesse, quelle intolleranti alle classificazioni. La spontaneità e la sicurezza di quello che siamo danno i migliori frutti con i nostri bambini, e l’esempio di una vita piena di interessi, non i nostri nervosismi nell’inseguire un ideale che non siamo noi, come il mito della mamma sacrificale dedita esclusivamente alla cura della casa e dei figli, tutta amore e sorrisi. Per le mamme oggi, ci sono troppi consigli in giro, a volte massificanti, banalizzanti, e dannosi perché si fa leva sul naturale senso di insicurezza di chi si sente inesperta e pensa che nei suoi pensieri ambivalenti ci sia qualcosa che non va. E ci sono spesso aspettative eccessive, come se un bambino fosse uno status symbol personale, ci sono confronti e pressioni competitive.

Dal primo giorno in cui VereMamme ha aperto le sue porte, la mia tribù mi ha accolta. Sono tante, tantissime, impegnate come me ad abbattere i miti e riscrivere un concetto che il mondo credeva incrollabile e immutabile, infestato come è da leggende e superstizioni. La maternità. Una cosa bellissima, ma che ognuna di noi ha il diritto-dovere di modellare.

La speranza è che una nuova generazione di mamme, cresciute con la convinzione di poter lottare per quello che desiderano, non si faccia deprimere dalle difficoltà e cominci a farsi sentire. Perché l’emancipazione della donna è stata una battaglia vana se ora non compiamo, silenziosamente e pacificamente (…insomma!) la rivoluzione delle mamme.

Infine il mio obiettivo è l’empowerment, il cambiamento dal basso non solo di un modello culturale ma anche dei modelli di comunicazione, e per quanto riguarda le ultime iniziative in questo senso e l’ultimo mio manifesto…. spero di raccontarvi di più da vicino.


6 commenti

  1. Letizia:

    Flavia,
    sono d’accordissimo su tutto, e un punto in particolare mi sembra molto importante. Troppo spesso ci si sente infelici o insoddisfatte della propria vita e si comincia a criticare tutto e tutti e ad addossare le colpe a questo e quello, una spirale negativa che fa male a tutte e tutti: mogli, mamme, famiglie, ambienti lavorativi.

    Invece bisogna partire dal presupposto che noi abbiamo il controllo della nostra vita. Lo so che a leggerla cosi’ sembra una scemenza frikkettona, ma io sono convinta che tutto stia nell’atteggiamento. Se la tua vita la subisci, non potrai mai essere serena. Se te la scegli invece, magari prenderai anche qualche batosta, ma almeno avrai imparato qualcosa, e la prossima volta andra’ meglio.

    Letizia

    http://blog.bilinguepergioco.com

  2. flavia:

    Grazie Letizia, mi piace molto il tuo approccio (anche negli altri tuoi commenti). sembrano scemenze fricchettone ma se comunicate nel modo giusto, con ironia e intelligenza, servono eccome! io ci provo :)

  3. giuliana:

    letizia, ti consideriamo arruolata? :)

  4. Patrizia:

    Sono del gruppo! Verissimo tutto ciò che dite!!! Purtroppo anch’io ho dovuto amaramente constatare che le mamme non sono considerate tutte uguali e spesso, ahimè, sono proprio le altre a criticarle. Come se il valore di una persona lo si giudicasse da quello che fa e non per quello che è. Ma questo riguarda tutti indistintamente, nella società di oggi. Per qualcuno, sei quello che appari.

    Tornando a noi, il problema non riguarda solo la mamma che lavora ANCHE fuori casa. Una mamma che si dedica alla casa e alla famiglia ha comunque bisogno di aiuto e supporto. Materiale e spirituale, come tutte noi.

    Lancio una provocazione: meno male che non esistono mamme perfette! Come faremmo a confrontarci con esse? Sarebbe una lotta persa in partenza e non ci sentiremmo mai all’altezza; un vero incubo per ogni figlio. Ritroviamo l’aurea mediocritas di oraziana memoria e saremo tutti più felici :-)

  5. Letizia:

    Giuliana,
    il dibattito mi appassiona, sono qui.

    Patrizia,
    rispondo alla tua provocazione e controprovoco.

    E se invece fossimo mamme perfette, e decidessimo noi cosa vuol dire essere mamme perfette?
    E se io fossi la mamma perfetta per mio figlio? E tu per il tuo? Anche se abbiamo metodi diversi?

    Per carita’ solo gli scemi pensano di essere perfetti (e qualche politico… scusate, sono uscita fuori tema!). Ma il punto e’ avere piu’ fiducia in se’ stesse, cercare supporto quando serve, ma sostanzialmente avere la convinzione che noi possiamo decidere per noi stesse e i nostri figli, nessuno puo’ dirci cos’e’ giusto e cos’e’ sbagliato.

    Poi rassereniamoci, ogni societa’ ha un modo diverso di crescere i figli (chi svezza coi solidi, chi coi liquidi, con la frutta o con le spezie, etc etc), eppure ce la facciamo tutti!

    Letizia

    http://blog.bilinguepergioco.com

  6. Mamma Imperfetta:

    Come sapete io sulla mamma imperfetta vs mamma perfetta ho costruito un blog.
    E l’idea che muove tutto è proprio che la mamma da manuale, da commedia americana, da soap, la mamma che porta avanti il multitasking sorridendo, senza mai sentirsi affannata nervosa, stanca, irascibile e riuscendo magari a ritagliarsi qualche spazio personale senza sentirsi in colpa…ecco questa mamma perfetta non esiste.
    Ogni madre è perfetta per suo figlio. Questo è pacifico ed è sempre da tenere a mente.
    Però a volte a me non basta. A volte mi sento imperfetta e inadeguata anche nei confronti dei miei figli. Un cesto di errori e fallimenti affettivi ed educativi: così mi sento, a tratti, per fortuna rari.
    Poi li guardo, li scruto: sono sereni, gioiosi, ben educati, rispettosi, felici, consapevoli di essere amati, nonostante qualche urlo a sproposito.
    E mi assolvo.
    Ecco: imparare ad assolversi. Questo è un grande e faticosissimo lavoro che però restituisce una serenità impagabile.

    Silvia

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