La storia di tre donne come tante, che credono in un progetto
Quante volte abbiamo letto le storie di donne, sicuramente fantastiche, che adagiate su un costosissimo divano hanno raccontato la loro storia: partire dal nulla per diventare imprenditrici, attrici, manager, artiste, etc. Magari ne hanno viste di tutti i colori, spesso hanno affrontato ristrettezze, rifiuti, umiliazioni, eppure visti da quel costosissimo divano questi sacrifici sembrano un po’ meno reali, hanno il sapore della lacrimetta condimento (quel pizzico di tormento –possibilmente fittizio – necessario a rendere una storia interessante).
Ma chi sono le donne che investono la loro vita in un progetto?Sono diverse? Sono donne normalissime, e diversissime tra loro. In piu’ hanno solo una cosa: un’idea fissa.
Vi voglio presentare tre di queste donne e spero di farvi vedere cosa significa credere in un progetto, vivere l’incertezza, costruire qualcosa passo dopo passo, avere paura ma provarci lo stesso. Queste tre donne sono ancora lontanissime dal fatidico costosissimo divano, sono donne come voi, e come me, che infatti sono una delle tre, l’ultima.
SABINA: Sabina dopo le scuole dell’obbligo fa delle scuole professionali, poi entra a lavorare nella ditta di suo padre come impiegata, si sposa a 29 anni. E’ riservata, spesso persa in un suo mondo. Col tempo si trasforma da anatroccolo a donna curatissima, ma sempre un po’ lontana dalla realta’. Ha sempre giocato con la macchina da cucire, e 8 anni fa si fa una borsa. Poi un’altra. E un’altra. Per se. Poi comincia ad appassionarsi, va in cerca di materiali di qualita’, continua a fare borse. Apre un laboratorio (tipo 2m X2m), dove si precipita dopo il lavoro, quello “vero”. Ogni borsa e’ studiata nei minimi dettagli, tutto fatto rigorosamente a mano da lei, nel tempo libero.
Sabina ha ben chiari i suoi obiettivi, sta creando un marchio di altissima qualita’. Ma conosce i propri limiti, e si da tempo per superarli. Nel frattempo, le sue borse girano, ci sono persone che aspettano anche un mese per avere una sua borsa. Ma Sabina non ha fretta, lascia che siano le borse a parlare per lei. Sabinarte: http://www.sabinarte.it/
La piu’ grande paura di Sabina? Esporsi, essere osservata e giudicata.
LINDA Ditemi una cosa, e Linda l’ha fatta, bungee jumping ecluso. Ha lavorato come hostess nel Bahrein con la veletta sul naso e come segretaria di direzione in una compagnia di assicurazioni in Italia (chiedetele cos’e’ stato peggio?). Ha vissuto su budget decisamente comodi e ha tirato la cinghia. Linda spende tutto quello che ha in cose belle (vestiti, lampade, tavoli, stivali), firmate o usate non importa ma per lei BELLE. E’ l’ unica donna che conosco che fa sentire a suo agio un un pantalone della tuta con borsa di Chanel e un tacco 12. Linda si sogna gli oggetti, letteralmente. Non parlatele di progettare, pianificare, negoziare. Pero’ la mattina lei si sveglia e ha pronta un’idea per un anello o un bracciale. Si e’ fatta licenziare e si e’ messa a tradurre questi “sogni” in realta’, sta lanciando i suoi gioielli destinati a donne come lei, indefinibili e indecifrabili, capaci di accostare gli oggetti piu’ disparati, dai gusti complessi. Linda non sa bene come paghera’ l’affitto, ma ha deciso che e’ stufa di fare una vita che non sente sua, ha delle idee ed e’ decisa a metterle in pratica. www.li-lo.it (attualmente in fase di manutenzione)
La piu’ grande paura di Linda? Tornare a fare la segretaria in una compagnia di assicurazioni.
LETIZIA Letizia e’ un po’ una secchiona, con un’idea fissa pero’: andare all’estero. Studia, gira l’Europa, lavora, impara le lingue, studia di nuovo, lavora di nuovo. Studi da uomo e lavori analitici, pero’ e’ indipendente e fa una vita interessante. Poi nasce A., Letizia torna in Italia e sa che qui non c’e’ posto per donne diverse come lei. Siccome e’ una formichina, figlia di formichine, ha qualcosina da parte e il supporto di due nonni un po’ rompi ma insostituibili. Letizia decide di mettersi a fare la mamma, farlo per bene, e poi il resto verra’ da se’. Cresce A. bilingue, perche’ le lingue sono parte della sua vita,e anche di quella di A. (il suo papa’ non parla l’italiano), e scopre che non e’ cosi’ facile, manca qualsiasi supporto. Eppure sempre piu’ famiglie sono bilingui… Cosi’ dalla sua personale esperienza nasce Bilingue Per Gioco, un progetto studiato nei dettagli, pianificato e analizzato. http://blog.bilinguepergioco.com
La piu’ grande paura di Letizia? Non dare ad A. la vita semplice ma sicura che i suoi genitori hanno dato a lei.
Sabina, Linda e Letizia hanno poco o niente in comune. Non i titoli di studio, ne’ la disponibilita’ economica, ne’ lo stile di vita e gli interessi. L’unica cosa in comune e’ che si conoscono da quando sono bambine (il quartiere, la scuola, queste cose qui), si vedono 3-4 volte l’anno e si stimano. E hanno un sogno, che ognuna porta avanti in modo completamente diverso. La settimana scorsa ci siamo incontrate a cena, ed e’ stato illuminante vedere come ognuna a modo suo stesse costruendo un progetto imprenditoriale.
Ah, a cena c’era anche Micaela. Micaela fa un lavoro che non le piace, ma ha due figli fantastici e impegnativi. Le sembra che sopravvivere a lavoro e famiglia, possibilmente col sorriso sulle labbra, sia gia’ un’impresa. Non ha progetti imprenditoriali e francamente non saprebbe cosa farsene. Crescere le due pesti e’ il suo progetto, non meno ambizioso degli altri 3.
Chissa’ se Sabina, Linda e Letizia arriveranno mai al famoso costosissimo divano, forse si’, forse no. Pero’ ci stiamo provando, e scusate se e’ poco.


























complimenti, donne! provateci, e in bocca al lupo di cuore
20 maggio 2009 alle 10:57Ciao, ho letto con interesse la storia di queste tre giovani donne, coraggiose direi, alle quali auguro senz’altro di riuscire e di poter parlare, sempre che sia questa la loro ambizione, dal “divano in pelle”, peccato, però, che dei tre link inseriti funzioni solo quello al sito di Sabina…
21 maggio 2009 alle 16:01In bocca al lupo a tutte e anche a Micaela che, al giorno d’oggi, è donna da non sottovalutare (soprattutto per la sua scelta…)
Ciao
Ciao Cristina,
il sito di Linda come ho menzionato e’ al momento non attivo, ma il mio e’ bello arzillo, e la navigazione dal post qui sopra funziona, sara’ successo qualcosa, ti invito a riprovare e a farmi sapere cosa ne pensi.
Te lo riscrivo http://blog.bilinguepergioco.com
Crepi il lupo,
Letizia
21 maggio 2009 alle 22:22Complimenti, sono queste le storie che mi piacciono, di persone che si mettono in gioco, pur conoscendo il rischio ed i limiti. Spero tanto di poter chiacchierare qualche volta con voi…
24 maggio 2009 alle 15:25