Dopo il Mam, prendiamo il testimone

Beh, diciamo la verità: il MaM è stato talmente fitto di eventi e di persone che ci vorrebbe altro che un post per parlarne. Ma insomma.

Innanzitutto un grazie a Fattore Mamma, che è riuscita a mettere in piedi un’organizzazione perfetta in tempi record: bellissima la location, che per una volta ha visto scompaginare il suo aspetto efficien-tecnologico da un’orda di bambini e mamme e papà e palloni e gelati.

Nel corso della mattinata si è parlato di pari opportunità (Isabella Rauti, Capo Dipartimento Pari Opportunità era in collegamento da Roma, e sul palco era presente Alessandra Servidori, Consigliera Nazionale di Parità), di finanziamenti alle imprese femminili e di lavoro, in particolare dopo una maternità. La cosa un po’ sconcertante, almeno per me, è stata che la presenza di donne/mamme in azienda sia considerata “gestione della diversity” (sul tema espresso in questi termini ha parlato a lungo Cristina Cabella, Direttore Ufficio Legale IBM Italia, azienda considerata all’avanguardia sul tema e che ha proposto una bella best practice): sarà che non avevo mai considerato la cosa da questo punto di vista, ma confesso che mi ha depresso un bel po’. Insomma, è vero che siamo arrivate un po’ in ritardo al diritto di voto, ma proprio diverse no, le donne non le avevo mai considerate.

Ma le danze, quelle vere, si sono aperte al pomeriggio, quando sul palco sono arrivate loro, le mamme. Hanno parlato dei loro progetti e di come li hanno tirati su, a volte per caso, a volte determinate fin dall’inizio. Qualcuna più navigata, altre meno abituate a parlare in pubblico, altre addirittura con i bimbi al seguito, ci hanno messo la faccia. E non è poco.

Trovate tutte le presentazioni sul sito ufficiale del MaM.

Adesso mi piacerebbe rivedere tutte queste signore – e anche altre, e i loro mariti, e i loro bambini – il 13, al MomCamp. Molte mi hanno chiesto che differenza c’è tra il MaM e il MomCamp, ed ecco la spiegazione.

1) Che cos’è un BarCamp
Il MomCamp sarà un BarCamp, ossia una “non-conferenza” tematica, nata dal desiderio delle persone di condividere e apprendere nozioni in un ambiente libero e aperto al confronto. E’ un evento intenso con discussioni, dimostrazioni e molta interazione tra i partecipanti. Ognuno è benvenuto, ognuno può proporsi con un intervento. Perciò non ci sono contenuti “dall’alto”, è tutto interamente gestito dalla community.

2) Come partecipare
Meglio iscriversi nel wiki (MomCamp su barcamp.org, nella colonna di destra), così sappiamo quanta gente ci sarà. È chiaro che se arrivate all’ultimo momento siete lo stesso i benvenuti!

3) Gli interventi
Non è necessario consegnare in anticipo le presentazioni: se si ha in programma di parlare, vale la pena di iscrivere il proprio intervento nel wiki, così riusciamo a capire a quante persone dovremo dare spazio. Se invece l’ispirazione nasce improvvisa, magari ascoltando gli altri interventi, poco male, perché all’ingresso ci sarà una lavagna strutturata come un orario scolastico: basta scrivere su un post it il titolo dello speech e appiccicare il foglietto nello spazio orario desiderato.

4) E l’interazione?
Ecco, questa forse è la differenza principale. Anche al MomCamp i tempi per le presentazioni saranno un po’ tirati. Però nei BarCamp succede sempre una cosa molto molto bella, che si chiama “creare gli interstizi”. In pratica, succede che dopo uno speech ci siano molte domande. Ad alcune si riesce a rispondere (in realtà mi piace pensare che da alcuni nasca una conversazione, non solo tra chi ha parlato e gli altri, ma proprio tra tutti), ad altre no, perché c’è la persona che ha appiccicato il post it subito dopo che deve prendere la parola. Allora chi sta parlando e chi è interessato di solito prende e si sposta. In un altra sala, fuori, in un corridoio, al bar. Insomma, dove si può continuare a chiacchierare in tranquillità. Ecco l’interstizio.

A me non viene in mente altro (e so che molti di voi queste cose già le sanno, ma meglio ripetere), però se avete domande, dubbi o perplessità segnalate senza esitazioni, che noi siamo qua per spiegare.

A Jolanda, Paolo, Cecilia e le altre persone del Mam: noi raccogliamo il testimone, sapremo farne buon uso


3 commenti

  1. Paolo:

    In bocca al lupo! Noi ci saremo!

  2. Flavia:

    solo un’osservazione linguistica sulla diversity, perchè a me il termine non da’ fastidio :) come può darlo nell’accezione italiana. essendo stato introdotto dalle aziende di stampo anglosassone etc, lo intendono come promozione di un ambiente lavorativo tanto più ricco e produttivo quanto più il background di ciascuno è, appunto, diverso. fai diversity anche se metti a lavorare un ingegnere meccanico e un biologo marino su uno stesso progetto, per dire. l’unione delle loro menti diverse produce creatività e innovazione. un po’ come la “bio-diversità” per indicare un ecosistema ricco, bilanciato e complesso. indica anche l’accesso a ruoli di leadership non precluso a culture e religioni e nazionalità varie, insomma è un concetto che va contro tutte le discriminazioni anche al di là del sesso.
    comunque, altre aziende per focalizzarsi sulle risorse e i potenziali femminili usano programmi di “womens leadership”, forse il termine è più chiaro, ma insomma, basta che le azioni in questo senso siano positive….

  3. Patatoni.com il blog di due mamme » MomCamp 13 giugno:

    [...] ce la facciamo ci vediamo al Momcamp del 13 giugno a Milano. Speriamo che la location sia con tanto spazio verde per i bimbi (a [...]

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