Caro figlio

Caro figlio

Tu oggi hai 7 anni e cerchi il tuo posto nel mondo, tentando di capire come funzionano le relazioni tra esseri umani e quali sono i limiti che puoi superare e quali no.

Io ho 31 anni e sto facendo la rivoluzione. Una rivoluzione che a 15 anni non ho potuto fare perchè credevamo non esistesse più niente per cui lottare, che tutti i giochi fossero già chiusi e noi potessimo solo portare avanti gli spettri di quello che era stato fatto.

Quando quasi un anno fa ho aperto il mio blog, credendo solamente di poter esprimere una parte di me stessa che alle persone “reali” che conosco non interessa più di tanto. Credevo potesse proprio interessare a nessuno quello che avevo da dire. Invece così non è stato. Ho scoperto che nella Grande Rete ci sono tante donne, tantissime mamme che hanno voglia di parlare di se’, così un po’ per caso un po’ perché bisogna etichettare, è saltato fuori il termine di mamme-blogger, fregio oggi di una comunità in crescita.

Soprattutto ho scoperto che le mamme si vogliono aiutare perché come è stato detto “ le mamme si prendono cura degli altri, ma chi si prende cura delle mamme?”. Prima le donne hanno dovuto combattere perché fosse loro riconosciuto il diritto di avere un’anima, poi per far valere il loro diritto di opinione, infine per potersi riappropriare del proprio corpo e della propria sessualità.

Quello di cui non ero consapevole erano le invisibili catene della maternità. Non perché un figlio rovina la vita, ma perché trasformatami da donna a madre, avevo improvvisamente perso tutti i miei privilegi per la società. Non avevo più un’anima, dovevo dedicarla a te; non avevo più un corpo, dovevo prestarlo a te; non avevo più il diritto di esprimere la mia opinione, una mamma non si lamenta; non avevo più la mia sessualità, una mamma “certe cose a letto” non le fa.

Oggi con le mie “compagne” lotto davvero. Ma la vera lotta non è nemmeno quella che facciamo “fuori” sul web e forse un giorno nuovamente per le strade. La vera lotta la facciamo con noi stesse, dentro casa. Lottiamo contro i preconcetti annidatisi dentro di noi, che ci fanno dubitare di essere brave mamme perché vogliamo essere “vere mamme” come dice Flavia.

Vi guardiamo e sappiamo che siete voi il futuro e che attraverso voi raccoglieremo i frutti del presente. Noi mamme dei maschi lottiamo perchè siate padri e compagni migliori dei nostri (e ogni tanto dei vostri), perché quello che pensate debba essere una madre abbia altri significati. Le mamme delle femmine lottano perchè le loro figlie possano essere madri più serene, perché non ci siano più donne abbandonate alla loro maternità e la società le accetti finalmente nella loro completezza di genere, per la loro capacità di far progredire la società al di là della mera riproduzione.

Oggi figlio hai 7 anni e per te sono la donna più importante del mondo. Incontrerai altre donne e ci saranno nuovi amori nella tua vita. Io lotto perché siate felici.


8 commenti

  1. M di MS:

    Che bel post! Mi sono pure un po’ commossa.

  2. lorenza:

    mamme-blogger e un po’ guerriere… :-) ci vediamo al momcamp!

  3. Flavia:

    un abbraccio Gloria! grazie per la citazione.. non mi far montare la testa.. anche per me “compagne” e “lotta” sono idee familiari, spesso penso anch’io al nostro impegno a migliorare, proprio in questi termini. una vera lotta!

  4. Chiara:

    Che bella lettera! Anch’io mi sono un po’ commossa :-)

  5. Gloria:

    Oddio MdiMS addirittura commossa?!? Che onore!
    Allora a tutte appuntamento per il 13!

  6. piattinicinesi:

    lottare per la felicità, propria altrui, è la lotta più bella che uno possa fare
    bellissimo post, Gloria
    grazie

  7. Marianna:

    Commuoversi è inevitabile, quando i nostri sentimenti, idee, pensieri confusi prendono corpo nelle parole di chi magicamente in qualche modo ha saputo esprimerli…come te, Gloria! Bellissimo post

  8. MOM Camp:

    [...] partecipare anche al MOMCamp, sempre imprevisti permettendo. Così ho accettato l’invito a scrivere un articolo sul loro sito in veste di guestblogger. Credo di aver scritto un bel pezzo della mia anima, completando meglio le idee già espresse nel [...]

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