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l’inferno del vostro allattamento
Scritto da auro | 28.05.2009
probabilmente parteciperò al MomCamp in qualità di non-mamma. il mio speech sarà una specie di proposta di compromesso perchè le mamme non rendano alle non-mamme la vita un inferno.
non sono consigli. prendili per quello che sono: un pour parler, un divertissement, un je ne sais pas.
ma ricordati che se dopo aver partorito non avrai più amiche che non hanno figli, beh… un po’ sarà per colpa (o per merito) tuo.
se non esci mai, e tuo figlio non ha ancora preso la patente, per favore non chiedermi di uscire una sera con te.
un aperitivo mamma e non-mamma è per noi il golgota. è per noi quello che per te è stato il momento dell’ultimo “signora spinga“, quando tu hai pensato “signorallattussorella” e l’epidurale non aveva ancora fatto effetto.
davanti ai dubbi malecelati, dirai “tranquilla, voglio distrarmi”. e invece no: ogni cinque minuti controllerai se il tuo compagno ti ha mandato un sms perché il frugoletto ha emesso un vaggito, fra il primo e il secondo mojito mi dirai che “ho già voglia di farne un altro”, mi avrai già tutte le foto che avete fatto: il primo bagnetto, la prima cacca verde spinacio, la sua prima cacca nero petrolio, il suo primo vomitino, il primo sorriso, il pargolo che dorme sulla tua pancia, tu che allatti, il papà felice che lo guarda pensando “diventerà come pelé”.
se ti trovi a chiederti perché fra il secondo e il terzo mojito io starò limonando duro con il primo (mal)capitato e tu starai mandando sms rassicuranti a casa, pensaci prima la prossima volta: organizza uscite solo fra mamme. potrete fare il celocelomanca dei primi dentini.
Argomento: Ospiti | 36 Commenti »



















28.05.2009 at 00:27
no, volevo solo dire che di solito la cacca nero petrolio precede quella verde spinacio. (ok, ok)
28.05.2009 at 00:31
sì, hai ragione, avrei dovuto ricordarlo: anche per i cuccioli di cane è così ;-D
28.05.2009 at 00:33
Ahahahhahaha! Mito.
28.05.2009 at 01:52
La cosa che più odio delle neo mamme è quando ti guardano con gli occhi fuori dalle orbite mentre dici che tu non ci pensi nemmeno ad avere un figlio. Liberta di pensiero e di scelte? No, per loro è incomprensibile (ma fortunatamente ci sono tante eccezioni!)
28.05.2009 at 06:22
Meraviglioso questo post! E, te lo dico per (tragica) esperienza personale, hai fatto benissimo a premettere che è un pour parler, anche se magari salterà fuori comunque qualcuno che si metterà a vivisezionare quello che hai scritto trovandoci chissà quali significati reconditi…
Personalmente io, nella mia qualità di mamma, trovo queste riflessioni divertentissime. Sai che non mi ero ancora soffermata a riflettere sul quanto siano tedianti le madri che si portano appresso il campionario con le varie sfumature di cacca dei loro cuccioli alle cene con le non mamme?
Hai ragione tu: evitateci come la peste almeno fino a quando non ci passerà la voglia di fare il celocelomanca con i dentini.
Grazie per avermi regalato un sorriso!
28.05.2009 at 06:47
Grande Auro! E il tuo è giusto un assaggio, posso immaginare un intero speech…
Le mamme tendono infatti a diventare monotematiche, a non pensare a ciò che prova l’altra (da quanto sono travolte e rissucchiate dalla mammite acuta). Certo, se queste sono le premesse fanno bene a ghettizzarsi e frequentare solo mamme!
28.05.2009 at 09:24
A me è successo a pasquetta, dalle 10 alle 16 a sentire parlare di pannolini, asilo, parto, etc, etc… per fortuna mi ero portata un libro.
In questi casi quando arrivo all’esasperazione comincio a parlare delle mie gatte e delle loro mirabolanti avventure
28.05.2009 at 09:30
Uff, ma mica siamo tutte così, eh?
)) Ehm scusate, scappo che la bimba ha appena fatto… scherzo scherzo.
28.05.2009 at 10:20
ahahahahahah grande auro
28.05.2009 at 13:06
Io le mamme monotematiche le evito come la peste.
(Sarà per questo che non frequento neo-mamme nonostante sia mamma?)
28.05.2009 at 13:06
Essendo che sto diventando mamma alla maggiore età di 38 anni, di serate così ne ho passate a iosa.
E siccome ancora me le ricordo bene, al momento evito con tutti di parlare della mia gravidanza. Sta di fatto che di solito appena qualcuno mi incontra mi chiede del pupo in arrivo
29.05.2009 at 01:42
Però dai, si potrebbe scrivere un contro-post in proposito: il dramma dell’amica-mamma che si deve sorbire le sciorinate dell’amica non-mamma su temi alla portata di un criceto…
29.05.2009 at 10:32
Ricordare a tutte che essere mamma non significa perdere la propria individualità nè identificarsi in un ruolo, limitando così la propria ricchezza… sarà importante, soprattutto per quelle che vivono solo per i figli facendone spesso dei dipendenti e dei bambini a vita. I miei figli sono i primi a chiedermi, a modo loro, di splendere di luce mia. Quanto più sani sarebbero i rapporti in famiglia!
29.05.2009 at 12:18
Geniale! Veramente.
Verissimo quello che dice Claudia, molte mamme finiscono per vivere ed esistere tramite i figli.
Che errore. Per sè, per loro e per la famiglia in genere.
Anch’io mi annoio profondamente quando le mie amiche mamme parlano per mezzore e mezzore e mezzore di tutto quello che di fantastico (..e normalissimo ndr) hanno fatto i loro bambini.
E ragazze sono mamma da 2 anni. Con passione.
Ricordiamoci chi siamo e chi eravamo e soprattutto chi sono le persone che abbiamo davanti. Ascoltiamo!
01.06.2009 at 14:37
Caspita se hai ragione! Io me ne rendo conto solo dopo di essere diventata monotematica. In questi giorni infatti ci sto lavorando su…
06.06.2009 at 13:40
Arianna, i temi alla portata di un criceto non dipendono dall’essere o non essere mamma, ma dalle amiche che hai
(sono tornata, sono rilassata e ne ho un po’ per tutte, ma con ironia, eh…)
06.06.2009 at 18:45
Arianna: e quali sarebbero, ad esempio, temi alla portata di un criceto? Cose che ad alcune mamme (fortunatamente non tutte) non interessano più perchè vogliono parlare solo di colore e consistenza del contenuto del pannolino dei loro figli?
09.06.2009 at 15:31
oddio: hai proprio delle amiche infernali però…
tutto vero in alcuni casi, però vorrei rivoltare la frittata e gettare un po’ di luce anche sulle non-mamme che non escono più con le mamme perché tutti gli hanno detto che le mamme sono come le descrivi tu e finisce che poi così, anche quelle che non lo sono, vengono etichettate e si ritrovano a non uscire più con le amiche non filiate.
perché diciamolo, ci sono anche quelle no.
altra cosa.
ma te che vai nei resort senza baby club, che ci vai a fare al momcamp?
così, tanto per curiosità…
09.06.2009 at 18:08
a ricordare alla mamme quanto è bello essere non mamme e poter andare nel resort senza mini club
09.06.2009 at 23:15
non so, già trovo insopportabili le mamme talebane che pensano di avere la verità rivelata sulla maternità, figuriamoci quelle che neanche lo sono e pensano di averla comunque facendo di una categoria la generalità assoluta.
10.06.2009 at 19:18
Domandina per auro… ma sei una non mamma per scelta tua o di qualcun altro? In tutta questa ironia intravedo un pò di invidia per qualcosa che non hai ancora vissuto e forse hai paura di vivere… sbaglio?
E’ vero i figli ti cambiano la vita … ma il sorriso di un bambino perso negli occhi della sua mamma vale 1000 mojito.
Tra un paio d’anni potrò tornare a fare aperitivi allegramente… non esiste l’orologio biologico per l’happy hour.
Pensaci.
11.06.2009 at 12:34
Cosa significa, di preciso, per scelta mia? E cosa scelta di altri?
11.06.2009 at 12:35
leggoescrivo, per fortuna che avevo scritto che era una roba ironica, se no che facevi? mi imboscavi la pillola?
11.06.2009 at 15:22
Intendo dire se hai deciso con il tuo compagno di non avere figli oppure è una situazione che si è creata. Se è una vera scelta o una condizione in cui ti sei trovata.
Se VUOI essere una NON mamma. O SEI una non mamma, ma potresti esserlo.
11.06.2009 at 17:17
Che ne dici, chiedo al terapeuta? Se non ce l’ho che faccio? Inizio ad andarci? Ma soprattutto, chi ti conosce?
Avanti, suvvia, leggi i miei post con un minimo di ironia (lo hanno fatte in tante, mica solo le mie amiche, anche mamma che non conosco!), pensa che per qualcuno 1000 mojito possono essere meglio di un figlio (anatema! peste mi colga solo per averlo pensato!) e prova a sorridere, di me, di te e delle cose in generale 
(in ogni caso, visto che lo chiedi, quando in passato ho “scelto” – come dici tu – di avere un figlio, non sono rimasta incinta: ogni giorno mi ripeto che è stata – per quella situazione – un fortuna sfacciata. non sono mamma, potrei anche esserlo almeno per qualche anno ancora, come capita a tutte. uno dei numerosi motivi per cui non lo sono è il rischio di non essere capace di non diventare come tante mamme che conosco.)
11.06.2009 at 23:42
E se io venissi al MomCamp per conoscere Auro la nonmamma?
12.06.2009 at 00:14
Ti aspetto. Sarò l’unica con le occhiaie e le smagliature nature
(farò un salto, forse un intervento e poi appena mi verranno fuori le pustole da troppa beta caseina)
12.06.2009 at 01:13
Apprezzo l’ironia e ti capisco. Anche io ero come te prima di avere la mia prima bambina.
Pensavo che fossero tutti troppo bambino-centrici.
Poi è nata mia figlia e mi ha insegnato un’altra vita.
Essere mamme è una rivelazione, una cosa che non capisci finchè non la vivi.
Vorresti spiegarlo a tutte, soprattutto alle altre donne non mamme.
Anche se sai che non capiranno così come non avevi capito tu.
Cara Auro, la natura fa sempre le cose per benino.
Se non vivi la maternità, non puoi capire cosa vuol dire essere madri e quanto sia bello. Ed è giusto così. Che ognuno sia felice e soddisfatto con quello che ha.
Perciò perdona le tue amiche con i figli perchè vorrebbero (a modo loro) solo farti sapere che è bello fare la mamma anche se fa paura e che (forse) a saperlo lo avrebbero fatto prima.
Le intenzioni sono nobili: solo che le mamme e le non mamme parlano 2 lingue diverse.
Ah dimenticavo… non puoi essere una mamma NON mamma.. quindi se ti decidi a passare dall’altra parte, devi rassegnarti a diventare anche tu apostola della maternità.
PS:scriviti il mio recapito da qualche parte e vienimi a cercare quando salterai il fosso… voglio ascoltare il tuo modo di raccontare la parabola: sarà divertente!
12.06.2009 at 09:35
Ah, no, io inizierò ad uscire con Auro e Ninna dopo il parto, sappiatelo. Se nessuna mamma è immune dalla mammite ho bisogno che qualcuno mi faccia rinsavire.
Già tornata da una vacanza non parlo d’altro che del posto che ho visitato come se fossi un’invasata; l’ho fatto dopo essere stata in Cina, dopo il viaggio in Israele… no, mi conosco: aiuto!
Tempo fa ero a pranzo – unica non mamma* – con mio marito a casa di un collega.
Alla fine mi sono ritrovata seduta sul divano a guardare i cartoni animati con i bambini, mentre le mamme parlavano di cacche e pannolini.
Ehi, il bambino più piccolo aveva 5 anni: non si erano ancora riprese.
E io, ovvio “non potevo capire” e nonostante avessi tentato di proporre nuovi temi di discussione, fosse anche il semplice “che lavoro fai?” mi ero ritrovata davanti a una platea di mamme che avevano lasciato il lavoro “sai, per fare la mamma”.
Io questa gente non l’ho mai più vista.
Ma non per colpa mia, sia chiaro, sono una persona cortese. Non ci hanno mica più invitati!
* una nota sull’essere non mamma tra le mamme:
a 30-35 anni, se ne dimostri 40-45 sono problemi tuoi, non prendertela con me dicendomi che quando diventerò mamma sarò un catorcio anche io, vai dal parrucchiere portandoti il passeggino e cerca di darti un tono!
12.06.2009 at 09:47
Solo una piccola distinzione, da una che, prima di avere figli era esattamente come Auro. Non è che non si cambi, dopo un figlio. Si cambia, eccome, in alcune cose in meglio, in altre in peggio (ebbene sì), ma sono i cambiamenti della vita. Io non sono la stessa persona di dieci anni fa e meno male: ma non lo sarei neanche se non ci fosse Beatrice.
Non è questo: si tratta di rispetto per sé stesse e per gli altri. Diventare un monolite imparlabile che trae auspici osservando controluce le feci del proprio pupo, tediare le amiche, mamme e non, con un’analisi psicologica della maestra d’asilo del piccolo, privarsi e privare i nostri interlocutori di altri argomenti di conversazione che il numero delle poppate è maleducazione. Ingnoranza delle regole sociali. Esattamente come un uomo che parli solo di calcio o di lavoro. Restiamo le donne di prima (*dobbiamo* restare le donne di prima); diventare mamme è qualcosa in più, non in meno. Alla larga da chi non osserva questa semplice regoletta. (e chi ti dice vedrai vedrai che crollerai anche tu, è solo invidiosa. Tra donne succede, anche per molto meno. Lascia correre).
12.06.2009 at 11:00
Mi colpisce moltissimo il fatto, se posso dire, che vi sentiate attaccate da me come madri, nel legame con il vostro figlio, con la vostra pancia, con il vostro progetto, quando le mie “invettive” non vanno in quella direzione (non mi permetterei mai) ma vanno a (molte di) voi come donne.

Mi chiedete come faccio a parlarne visto che non ho figli, io non posso capire. Immagino che nemmeno Dante l’Inferno l’abbia davvero visto, eppure noi dopo secoli siamo ancora lì a dargli retta. La mia prof del liceo diceva che non è che devi viverla una cosa per raccontarla: se non sei mai stato su Marte non puoi raccontarlo? ditelo a Bradbury
Non ho “canzonato” l’essere mamma nell’accezione in cui mamma = figlio, ho canzonato le donne che una volta diventate mamme si frullano il cervello e perdono contatto con la realtà che le circonda. Non ho canzonato la vostra scelta, voi vedete di fare la cortesia di non canzonare la mia
Non vi conosco, non mi permetterei mai di dirvi se fare figli è giusto o meno, abbiate la cortesia e il rispetto di non farlo voi nei miei confronti.
Ho scherzato, ho ironizzato e mi sono presa per prima poco sul serio, mi avete detto che sono miope e, fra le righe, che “non capisco”, che ho una specie di paura, che è invidia. Non è che invece la miopia è un po’ vostra? (sorriso! sorriso! sorriso!)
12.06.2009 at 19:04
è il modello “moglie” (cfr le storie alla Mona Lisa Smile, per intenderci, quelle ragazze che negli anni ‘60 venivano preparate – dalla famiglia, dalla società, dalle pubblicità, ad essere mogli, non donne)che si è trasformato nel modello “madre”; io non sono cambiata dopo essermi sposata, non sono peggiorata, cucinavo, facevo il pane e i biscotti a casa anche prima di avere un uomo :-I quindi potrò dire che facevo già i biscotti e i dolcetti prima di avere un figlio, no?
13.06.2009 at 23:31
Ecco…dopo averti conosciuto oggi (non sono blogger e non ci giro quasi nulla) posso dirti che il tuo intervento mi è piaciuto molto! dire alle mamma “prendetevi un po’ per il culo che se non lo fate ora poi lo faranno i vostri figli” è stato fantastico! spesso il diventare mamme fa automaticamente credere di diventare serie/adulte/migliori…e forse spesso agli occhi di tuo figlio devi sembrare così (non seria…ma di sicuro LA migliore
) ma…siamo prima di tutto donne!!
riscoprire dopo la maternità che esiste ancora una parte di noi che ha bisogno/diritto di fare altro oltre allattare, cambiare e lavare un bimbo è fondamentale…
ma soprattutto è fondamentale capire e accettare che ognuno la possa pensare a modo suo e sia libero di scegliere ciò che vuole!
auro…invidia?? cosa?…le mie notti in bianco degli ultimi 9 mesi?? dubito…forse io invidio le sue notti di sonno
ah…e se trovassi un’amante per mio marito disposta a stirare sarei una persona più felice ^__^
grazie per oggi!
14.06.2009 at 11:46
La mia impressione prima è stata che in realtà io ho provato le stesso disagio ad uscire con amiche non mamma, ma non perchè non parlavano di pannolini, ma perchè non avevano idea delle necessità dei bambini, dei tempi dei bambini, e che quindi continuano a parlare imperterrite e ti
trattengono quando tuo figlio dice che gli scappa la pipì, che vuole il gelato…. e hanno un’aria scocciata.
Mi ricordo, prima di avere figli, che quando ci vedevamo con amici con i figli, e i bambini diventavano un po’ il centro delle conversazioni,
anche fisicamente, e si parlava di poco altro. Mi aveva colpito, ma non mi ero sentita infastidita. Quando ho avuto io i figli, ho capito perchè
succedesse, e ho veramente apprezzato il fatto di poter condividere con altre famiglie con figli un po’ di tempo insieme nel rispetto dei bisogni dei piccoli.
Quindi sono assolutamente d’accordo che le neomamme debbano vedersi con altre neomamme, e che si sta meglio tra mamme che misti con non- mamme. A meno che queste non-mamme siano persone sensibili ai bisogni degli altri (cosa che purtroppo non sempre succede).
Ma noto anche che Auro parla di neomamme che escono senza il proprio figlio, e poi pensano lui rimasto a casa. Ma allora non è che sono uscite solo per accontentare chi dice che la mamma deve “riprendere la propria vita e uscire con le amiche”, senza in realtà desiderarlo?
Perchè spesso sappiamo che i problemi nascono se non si rispetta se stesse, le proprie convinzioni e i propri desideri…
14.06.2009 at 12:16
se sono uscite per accontentare chi ecc ecc come dici tu, cazzi loro, se ne prendano oneri e onori. a una persone si può dire sempre di no, con educazione, se decidi di uscirci, cazzi tuoi. se hai amiche che quando tuo figlio deve fare pipì ti trattengono, è che devi sceglierti amiche migliori. le non mamme non sono idiote, sono persone normali, esattamente come le mamme. avanti, sù, cerchiamo di uscire un po’ da questo loop in cui si fa a gara a chi ce l’ha più lungo.
14.06.2009 at 18:58
Allora, premesso che di figli ne ho due piccoli e non ho mai fatto distinzione tra uscire con o senza di loro (stasera, se non piove, vado con tutta la truppa a un concerto di Magoni-Spinetti, per dire, e giovedì ne porterò uno in teatro, dietro le quinte), penso che, dopo che uno/a ha avuto figli, cambino un po’ i tempi. Per dire: tu magari vai a cena per le 9, io alle 9 comincio a convincerli ad andare a dormire. Quindi difficilmente mi vedo con le amiche childfree di sera: poco male, ci incontriamo in pausa pranzo.
In generale, però, ho notato un po’ di intruppamento da parte della società: quando diventi mamma, puoi essere culturalmente vivace quanto vuoi ma ti chiedono sempre e solo dei figli, mai dell’ultimo libro che hai letto. Ed è un po’ difficile intavolare un discorso con una persona che dà per scontato che tu sia solo una mamma, anche se ti conosce da tanto tempo. Io ho concluso che molte mie amiche fanno così perché loro stesse credono che si comporterebbero da solomamme se lo diventassero (spero per loro di no!). Così succede questa cosa paradossale: ogni tanto mi ritrovo con una mia amica, mamma anche lei, e ci mettiamo a parlare fitte fitte di libri, attualità, moda, arredamento, viaggi, pettegolezzi. Veloci come macchinette, perché sappiamo che il tempo a nostra disposizione è contato. Senza mai nominare tematiche mammesche.
Poi, scaduto il tempo, ci salutiamo e torniamo ognuna a correre dietro i propri figli.