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    « Mamme sociali | Home | Ti amo in tutte le lingue (ma ti rispondo solo nella mia) »

    Mio papà mi coccola, mamma fuma la pipa

    Scritto da Juan | 28.05.2009

    Oggi ho fatto colazione con un gruppo di donne. Tutte e quattro brave lavoratrici in una ONG, femministe convinte che proclamano la uguaglianza di diritti tra uomini e donne. Le tre più giovani senza figli, l’altra con due. E pensa un po’, parlavano del fatto di essere mamma e lavorare. Di come è difficile, come per avere responsabilità professionale bisogna tante volte sacrificare il rapporto con i figli. Di come l’aspettativa per maternità è solo uno de lati del prisma, che però poi c’è la vera parte dura, gli anni fino l’adolescenza, le malattie dei bambini e chi resta a casa, il senso di colpa perché i figli perdono la figura della mamma, etc, etc.

    Le misure palliative ci sono in alcuni paesi: l’aspettativa di paternità opzionale, una legislazione lavorativa che assicura il part-time come diritto nei primi anni di vita del figlio per le mamme. E aiutano, certo, ma quasi quasi vi permettono di diventare supermamme e poco di più. E questo è valido, metti pure, per il lavoro flessibile da casa, o per le reti Web 2.0.

    La vera soluzione al problema delle mamme di oggi però è più fondamentale e seria. Deve cambiare la condivisione di ruoli uomo-donna nella società, punto. E per quello bisogna fare leggi che forzino gli uomini ad assumere responsabilità che da sempre si sono prese le donne (cerchiamo di non fare scherzi semplici su argomenti puramente biologici), e convincere tutti che è la cosa giusta. Esempi? Aspettativa di paternità obbligatoria per i neo-padri (contemporanea o no), custodia condivisa dei figli nei divorzi a meno che non ci sia una ragione grossa per motivi di sicurezza dei figli, e tante altre che dovremmo pensare tra tutti.

    Il problema più grosso è che ci sono tante ragazze e donne che non la vedono così e ritengono che con buone misure palliative va bene. Ma pensate: è importante che le ragazze possano andare all’università e che ci siano borse di studio che promuovono una discriminazione positiva, ma è molto più importante che ci sia una scuola dell’obbligo per tutti, sia maschi che femmine. Solo quando si forza gli individui a seguire pari obblighi – d’accordo con le loro possibilità – cominciano ad essere vere le pari opportunità.

    Quelle che avete più di un figlio sapete che non è strano chiamarli scambiando i nomi, correggendo l’errore una frazione di secondo dopo, soprattutto quando gli si avverte di un pericolo o gli si sgrida. Si fa perché in quel momento dici qualcosa che inconsciamente vorresti trasmettere a qualsiasi figlio fosse lì, come mamma che cura l’insieme figli e non solo ogni individuo. A me pure capita e mi piace, ma è vero che è molto meno comune nel caso dei papà. Comunque quello che mi piace molto di più è che quando León o Linus chiedono una cosa che gli viene dal cuore, pure tante volte scambiano papà per mamma o viceversa e poi, una frazione di secondo dopo correggono. E lo fanno perché inconsapevolmente sanno che lo possono chiedere all’insieme genitori, che per quelle cose importanti per loro, che vanno dal posso vedere la TV al sai cosa c’è tra la vita e la morte (cit.) o al sono triste, non ci sono ruoli prestabiliti a casa.

    Mia mamma mi coccola, mio papà fuma la pipa… e viceversa, ma meglio non fumare.

    Io, come tanti milioni di ispano-parlanti ho imparato a leggere con un metodo sillabico dove due delle frasi che ricordiamo tutti sono: mi mamá me mima, papá fuma la pipa. Per rompere i luoghi comuni ci vorrà tempo, certo. Fatemi un piacere però, una cosa bella con questa rete mammesca 2.0 che servirà pure per tante altre cose. Mettetevi d’accordo, fatte un appuntamento, e lo stesso giorno a la stessa ora guardate tutte agli occhi dei vostri partner (altrimenti, serve un fratello, un buon amico o un padre che è orgoglioso di avere una figlia così professionista) e parlate con loro su com’è possibile distribuire e condividere in un altro modo la trasmissione dei valori morali, le coccole, l’educazione e l’amore con i propri figli. Sul fatto che quel valore aggiunto delle mamme, di cui parlano soprattutto gli uomini, è più del doppio se si fa in due. Così si comincia.

    Argomento: Ospiti, Storie | Non ci sono ancora commenti »

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