Ospite

“Vuoi fare il guest dad?” mi chiede. Sì, certo. Poi segue il minuetto solito – di che cosa volete che scriva, una cosa lunga, una cosa da ridere, business as usual insomma.

Alla fine, capisco che ho carta bianca. Bene, se solo sapessi come riempirla. Ci penso sopra un paio di giorni, e poi alla fine mi rendo conto che l’argomento del post ce l’avevo già dal primo momento, mi era stato servito su un piatto d’argento. L’argomento, non la sua trattazione. Una specie di domanda senza risposta, ché quella ognuno se la può mettere da sé. Guest. Ospite. E mica del blog, evidentemente.


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