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    La matrice pigrizia/creatività dei papà (e i 50 giochi da divano)

    Scritto da gluca | 02.06.2009

    Sono in grado di sostenere che ogni (neo)papà possa collocarsi in un grafico in cui alle ascisse (X) stia il livello di pigrizia (intesa in senso fisico, motoria), e alle ordinate (Y) il livello di creatività.

    Esiste quindi una linea retta che demarca il grado minimo di paternità di successo, che avviene in pratica quando il livello di pigrizia viene almeno eguagliato dal livello di creatività. Qui sotto la rappresentazione grafica.

    papapigriziacreativita

    Chi scrive queste righe, usando abitualmente schemi di due o tre righe per evitare di scrivere post di cinquemila caratteri — come anche in questo preciso caso, peraltro — si colloca sicuramente su di un grado di pigrizia rilevante, e ha dovuto, a suo tempo, rimediare con un elevato grado di creatività applicato all’unica attività in cui i padri possono eccellere in qualche modo — e non risultare quindi i soliti inutili orpelli rispetto al ruolo della mamma: l’intrattenimento del piccolo mostro.

    Dovetti quindi dare fondo a tutta la mia creatività per inventare qualcosa che potesse permettermi di rimanere afflosciato come un gommone sgonfio sul divano dopo dodici ore fuori casa, e al tempo stesso far trascorrere le delicate e tese ore serali con un lieto intrattenimento che consentisse alla mamma di riprendersi psicologicamente e fisicamente dallo stress del resto della giornata di accudimento del neo intruso casalingo.

    Questa creatività si materializzò nella saga dei giochi da divano: una sfilza di [mini]giochi, che facendo leva sull’infinita immaginazione inserita di serie in ogni bambino, consentisse il massimo risultato con il minimo sforzo. Ne uscì casualmente un successone, che viralmente si diffuse anche tra amici e conoscenti. Ne venne fuori anche un’idea che avrebbe potuto diventare il caso editoriale dell’anno, la creazione di un manuale* coi migliori 50 giochi da divano, magari in vendita a banco nei negozi per accessori genitoriali.

    Purtroppo poi, esaurito il ruolo della creatività, la pigrizia ri-prevalse, non mi appuntai il dettaglio dei singoli giochi, e cresciuto un poco il piccolo alieno, anche i giochi da divano vennero dimenticati.

    Oggi me ne ricordo solo quattro, i primi tre e l’ultimo della serie. Il primo consisteva nell’accavallare le gambe, far salire il piccolo Alien sul piede a cavalcioni e chiamare questa cosa altalena, muovendolo su e giù cercando di non compromettere la funzionalità delle articolazioni del ginocchio. Il secondo era semplicemente sedersi ben bene con il sedere nella punta del divano, mettere le gambe perfettamente parallele, far salire il piccolo Furby umano sull’inguine (e stringere i denti!) e lasciarlo scivolare sul tappeto. Ecco “lo scivolo“, appunto. Il terzo comportava l’uso delle dita delle mani per impersonare il corpo e le zampe di topi, mucche ed elefanti, il dito medio era la testa, ovviamente. Per la mucca, esisteva la variante in cui si può sollevare sia il medio che l’indice e dire “ecco le corna!”. Naturalmente serve creatività anche per comporre storielle animalesche sempre nuove con soli due o tre personaggi — una soap, in pratica — mentre ci si può dimenticare ogni preoccupazione per il fatto che l’elefante abbia la stessa dimensione del topo. Al vostro piccolo E.T. questo non interessa affatto.

    L’ultimo gioco, invece era il più cinicamente geniale della serie: consisteva nel vestirsi completamente ed esattamente dello stesso Pantone del divano e sdraiarsi parallelamente al divano stesso. Poi, nel NON muoversi per nessun motivo, qualunque cosa succedesse, trattenere anche il respiro. I piccoli puffi dal volto umano sono come alcuni animali: in assenza di dissonanze cromatiche, rilevano solo i movimenti. Dopo qualche secondo, ai suoi occhi non esisterai più, e quel costosissimo giocattolo Chicco semovente e musicante, ignorato completamente fino ad allora, tornerà a essere apprezzatissimo.

    * Vorrei cogliere l’occasione per utilizzare qui quel sistema inventato dai pigri di tutto il mondo per far svolgere ad altri attività che dovrebbero essere proprie, e che attualmente si declina con il nome di User Generated Content: se vi vengono in mente altri 46 giochi da divano, scriveteli, che poi ne facciamo davvero un manuale — e ci dividiamo gli incassi.

    Nota sull’autore: Gianluca Diegoli da piccolo voleva fare il giornalista economico e si è ritrovato invece marketer e blogger. Scrive su minimarketing.it e spesso sulle macchine sporche.

    Argomento: Organizzazione | 8 Commenti »

    8 Commenti to “La matrice pigrizia/creatività dei papà (e i 50 giochi da divano)”

    1. La matrice pigrizia/creatività dei papà (e i 50 giochi da divano) su Momcamp Blog « [mini]marketing, il blog del marketing minimale Says:
      03.06.2009 at 10:58

      [...] sul blog del Mom Camp [...]

    2. PierG Says:
      03.06.2009 at 11:51

      Lo sapevo … “sfigato” … e, visto il tasso di creatività, monitorerò questo post per catturare tutti i giochi da divano :)

      PierG
      http://pierg.wordpress.com

    3. pippoferrante Says:
      03.06.2009 at 11:52

      La mimetizzazione sul divano è un’arte. Io riuscivo a nascondere dove finivo io ed inziava il divano al mio cucciolotto che si divertiva a trovarmi. Dopo i primi 18 mesi di vita, abbiamo cambiato abitudini e si è passati alle storie. La prima volta inizia a raccontare la mia prima partita di calcio (avevo una caviglia gonfia ricordo di una sfida a calcetto). Alla fien della storia gli dissi, “adesso raccontami una cosa Tu!” Lui mi guardò ed iniziò, immediatamente, “Ave o maria piena di grazia …” ricordo delle mattinate con mia suocera. Da quel momento mi sono reso conto di essere innamorato del mio cucciolotto FEDERICO.

    4. gianpaolo Says:
      04.06.2009 at 08:36

      Quando gli alieni sono tre e sei attaccato da tutte le parti, non c’e’ scampo, a meno che non si attacchino tra di loro (dividi et impera). Quando poi chi dovrebbe essere il tuo alleato, ti si rivolta contro e ti caccia dal divano, allora e’ la fine.

    5. lorenza Says:
      04.06.2009 at 10:37

      bellissima, ora la passo a mio marito e gli faccio calcolare esattamente come si colloca

    6. andrea Says:
      04.06.2009 at 16:22

      Ora il maggiore è nella fase dei “perchè”. A volte esaurisco il vocabolario e non so più che dire.
      La trovata migliore per farlo rilassare la sera giocando? (ma soprattutto per farlo smettere di saltare dalle spalle al divano e viceversa):
      Ginnastica Buddista :-) seduti sul divano ad occhi chiusi a fare ohm…

    7. La matrice pigrizia/creatività dei papà (e i 50 giochi da divano) su Momcamp Blog : PMI Directory Says:
      07.06.2009 at 08:28

      [...] sul blog del Mom Camp [...]

    8. La matrice pigrizia/creatività dei papà (e i 50 giochi da divano) su Momcamp Blog « Best Web News Blog Says:
      27.07.2009 at 00:10

      [...] sul blog del Mom Camp ] [...]

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