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Tenere a bada la complessità
Scritto da loe | 01.07.2009
Ogni tanto ne sento parlare: gestire la complessità è un’espressione altamente evocativa, ma non mi faccio illusioni. Io la complessità non la gestisco, la tengo malapena a bada.
Perché la mamma è la mamma
Perché una mamma è prima di tutto una moglie/compagna/amante
Perché una mamma è comunque una donna
Perché una mamma sa come si fa
Perché si impara anche a fare la mamma
Perché una mamma è giusto che lavori
Perché una mamma deve stare con i suoi bambini
Perché una mamma è quella che fa la spesa
Perché una mamma è quella che sceglie la macchina
Perché una mamma deve insegnare ai figli che le marche dei vestiti non sono importanti
Perché una mamma adora comprare bei vestiti per i suoi bimbi
Perché una mamma organizza le vacanze
Perché una mamma è la manager delle valige
Perché una mamma vorrebbe la tata fissa dalle 13 alle 19, dal lunedì al venerdì
Perché una mamma, certe volte, strangolerebbe Tata Lucia
Perché una mamma manderebbe al macero tutti i manuali su “come si fa la mamma”
Perché una mamma, certi giorni, vorrebbe essere nata uomo
Perché una mamma che lavora part-time vorrebbe lavorare full-time
Perché una mamma che lavora full-time vorrebbe lavorare part-time
Perché una mamma fa almeno una lavatrice al giorno
Perché una mamma vorrebbe un mondo più pulito (ha la fissa della pulizia, si sa)
Perché Freud ha insegnato che è sempre colpa della mamma
Perché la nonna dice alla mamma che deve avere pazienza, con suo marito
Perché una mamma ha quasi sempre una suocera
Perché una mamma guarda il suo piccolo, e pensa con orrore che un giorno sarà suocera anche lei
Perché una mamma vorrebbe parlare con le altre mamme
Perché una mamma fa la blogger
Ma il capo non lo sa, i colleghi non lo sanno, e metà degli amici non la chiama più, perché tanto leggono il blog, e quindi sanno tutto quello che le succede.
Perché una mamma blogger ha almeno cinque profili, tre nick, due immagini per i profili, una sfilza di password che non ha mai salvato nel file excel criptato.
Perché una mamma blogger sa che tutto questo si chiama marketing, lamentazione inutile, auto-glorificazione attraverso il martirio, promozione di sé, qualunquismo, ricerca di conferme, competitività, cinismo, stupore, sincerità, invidia, responsabilità, tenacia, fatica e gioia.
E una mamma blogger sa che, se domani non ci fosse più elettricità in questo mondo, lei sparirebbe dalla faccia della terra.
La complessità resterebbe. Lei continuerebbe a tenerla a bada, senza gestirla. Solo, non avrebbe più le parole per raccontarla.
Argomento: Ospiti | 6 Commenti »



















01.07.2009 at 14:51
fantastico
02.07.2009 at 15:51
dio… sono io!!!!
03.07.2009 at 13:54
brava! grazie!
vieni a fare la guest blogger anche da me?
10.07.2009 at 10:28
“una mamma blogger sa che, se domani non ci fosse più elettricità in questo mondo, lei sparirebbe dalla faccia della terra”. l’ho pensato spesso anch’io, e per la verità non solo riferito al fatto di essere mamma. ed è la cosa che mi fa più paura di tutte. perché non servirebbe neanche una perfetta gestione della complessità a superare questo cataclisma.
13.07.2009 at 10:48
@Alessandra e pebbles e Flavia: grazie a voi… adesso arrivo, eh, Flavia!
@Giuliana: le nuove paure delle mamme post-moderne: non gli orecchoni, non la scarlattina, ma rimanere senza internet…
13.07.2009 at 23:42
‘Thanks God’ esistiamo pure a lume di candela…