La città a misura di bambino

“Di dove sei”

“Riva del Garda”

“Ah, che fortunata…”

Quella qui sopra è una conversazione standard. Ma che faccio? Di questi tempi e in questa Italia, mi metto a lamentarmi che non è tutto oro quello che luccica? Non si può, e allora eccomi qui a perorare la causa di Riva città a misura di bambino, dato che anche gli organizzatori del MomCamp hanno reputato questo tema (ma anche viaggi servizi e, perchè no, prodotti) particolarmente adatto alla location.

Chi fosse un pò scarso in geografia e avesse in mente un lago di Garda con una sponda bresciana e una veronese, sappia che in realtà esiste anche una sponda trentina, ed è lì che si affaccia Riva. Che quindi appartiene alla Provincia Autonoma di Trento, ben foderata dal grasso dei trasferimenti statali che pro capite sono circa 11 volte quelli che ricevono ad esempio, siciliani, sardi e friulani, che hanno “solo” lo statuto speciale. Questo implica una serie di privilegi, che in effetti rendono questa terra particolarmente adatta all’allevamento di piccoli umani, quantomeno nei primi anni di vita. Tanto per fare un esempio, è l’unico posto in Italia dove ”Mariastella” è solo un nome proprio piuttosto desueto, e non il sinonimo di una battaglia quotidiana, dal momento che la sua discussa riforma, qui, semplicemente non è stata recepita. Non portiamo a scuola carta igienica, non paghiamo le fotocopie, i libri sono gratis e la mensa ha un prezzo politico, a patto che accetti il vivisezionamento dei tuoi redditi e del tuo patrimonio fino al terzo ascendente ai fini della determinazione del coefficiente ICEF. 

In effetti, i servizi per l’infanzia non mancano. Al nido comunale si sono dati una carta dei servizi con tanto di customer satisfaction che include l’obiettivo (raggiunto, sono proprio bravi) di un massimo di 12 mesi di lista d’attesa. Per due lavoratori dipendenti con un buono stipendio, “viene via” per la modica cifra di 550 euro al mese più i pasti. Resta aperto dalle 8.30 alle 16.30, con la possibilità di chiedere l’anticipo alle 7.30 e il posticipo alle 17.30. Se decidi di avvalertene, la coordinatrice si preoccupa di farti sapere che “certo, per un bambino è dura stare 10 ore senza la mamma”. Hai voglia a fare il coaching per mamme per tenere a bada i sensi di colpa! Oppure ci sono i nidi privati e le Tagesmutter, geniale invenzione di queste latitudini e ormai note anche al di fuori dei nostri confini. Se non le conoscete ancora o volete saperne di più, potrete ascoltarle al MomCamp domenica.

I bambini, a Riva del Garda, passano sei mesi all’anno all’aria aperta. Avete ancora nelle ossa il freddo e la pioggia della BlogFest dell’anno scorso? Beh, è stata una gran sfiga, perchè il Garda gode di un microclima mediterraneo unico in tutto l’arco alpino, con temperature miti in inverno e giornate di sole e vento in estate. La densità di parchi gioco per km quadrato non ha pari al mondo. Trovate scivoli, altalene, attrezzature arrampicabili, impugnabili, cavalcabili, rotanti, navigabili e spesso indecifrabili ovunque: fuori dalle scuole, nel centro città, in ogni frazione e quartiere, in spiaggia, lungo le ciclabili, vicino alla Posta, al Comune, se non state attenti vi piazzano una macchinina che va su e giù anche sul vostro posto auto (così potete usufruire degli onnipresenti parcheggi a pagamento). Sono bellissimi, ancorchè infestati di mamme-del-parco (cfr. mammaincorriera) solo che uscire per fare una commissione con i bambini diventa per loro un’attrazione continua e per noi uno slalom nel catalogo di scuse per rimandare alla prossima occasione la sosta in questo o quel parchetto. Al trenino che fa il giro di Riva è già più facile scampare, una volta riusciti nell’intento di far passare il messaggio che “è da turisti sfigati”. Poi ci sono gli eventi, la Notte di Fiaba, il Festival dei Burattini, la Casa di Babbo Natale… non è complicato riempire i weekend. Per non parlare di Gardaland, che è là dietro l’angolo, mica ”la prossima estate organizziamo un weekend così possiamo andarci”  e di tutti quei parchi che gli sono sorti attorno, o dell’ultimo trend, gli acropark nei boschi dove nani imbragati all’inverosimile si lanciano su ponti tibetani e casette sugli alberi.

La natura. Che, vuoi non portarli a vedere la campagna dal vivo? A cogliere la frutta dagli alberi, i pomodori negli orti, a vedere imbambolati per ore i trattori che sfilano davanti all’Agraria in attesa di conferire il loro carico di uva, mele o olive?  E certo è una fortuna che possano imparare dal vivo come fanno le oche, le anatre, i cigni, i somari, i cavalli, le pecore, le caprette, le galline, i tacchini, i pavoni, le folaghe, le mucche. Sarebbe bello che ogni tanto potessero vederli anche al cinema, e invece ha chiuso anche l’ultimo, adesso il più vicino è a 20 km. D’altra parte la città è a misura di bambino, con tutte queste possibilità ai genitori di tempo libero per ritagliarsi un film ne resta pochino…

A meno che non si colgano anche i vantaggi offerti dalla presenza del turista. L’osservazione dei Tedeschi, ad esempio, può essere molto istruttiva. I loro bambini, in genere molto più numerosi dei nostri, giocano tranquilli mentre i genitori leggono un libro sul loro telo da spiaggia. Stanno spamparanzati in comodi passeggini da attaccare dietro alla bici, apparentemente senza provocare infarti da preoccupazione alle loro mamme. Siedono a tavola al ristorante e mai ne è stato avvistato uno che si butti per terra per un capriccio spaccatimpani o che giochi a rimpiattino scorrazzando fra le sedie degli altri tavoli. Insomma, sembrano piuttosto diversi dai piccoli dittatori della nostra repubblica a misura di bimbo…sarà perchè vanno tutti al nido senza grandi liste di attesa e nessuno dice alle loro mamme che sono delle snaturate?


1 commento

  1. Patrizia:

    ovviamente non potevo esimermi dal commentare:-) Come si dice a Roma, rosico! Vero, non è tutto oro ciò che luccica ma comunque sei fortunata ;-)
    Mia figlia Beatrice, l’ultima volta che siamo stati a Riva dalla nonna, mi ha gurdata seria dicendomi: io voglio stare qui per sempre…

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