Archivio di ottobre, 2009

1,2,3… via! Si parte con il Mom Camp di Torino!

Questo è un invito ufficiale! Tutti a Torino il 21 novembre per il primo mom camp in terra sabauda e il quarto da quando quello di Milano ha iniziato le danze!
Sabato 21 nov., dalle 9,30 alle 17,30 vi aspettiamo per un incontro intenso, divertente, appassionate come sempre succede quando delle mamme si incontrano e fanno rete!
E non poteva che essere alla Cascina RoccaFranca, in via Rubino, 45, il luogo giusto per una “non conferenza” di mamme, con spazi progettati per accogliere ed essere vissuti, sia dai grandi che dai piccini.
Ci faranno da cornice le “botteghe” del commercio equo e solidale, delle donne, della famiglia, delle mamme, e del benessere: luoghi di incontro, di scambio di merci e di saperi.
Avremo il salone per noi mamme per la nostra  “non conferenza”, l’animazione per i bambini più grandi nella galleria, mentre i più piccoli saranno accolti nella Rocca Incantata. Se il tempo sarà clemente sarà nostro anche l’ampio cortile. Il cibo non mancherà in Cascina troveremo il Bar Algomas e la Piola dell’Icontro
E’ tutto pronto!
Aspettiamo solo voi, iscrivetevi e venite a parlarci della vostra esperienza di mamme on-line! Di come avete fatto gruppo, di come avete inventato un lavoro, di come avete raccontato la vostra vita e improvvisamente non siete state più sole!


MomCamp Roma… feedback

Ciao,

anche il MomCamp di Roma è passato, la partecipazione è stata straordinaria soprattutto nella seconda parte della mattinata e nel pomeriggio (i bimbi come sappiamo hanno i loro tempi, e noi pure!).

A breve conosceremo chi saranno le fortunate a vincere le sessioni di Coaching gratuite offerte da U2Coach (Flaminia Fazi con il progetto di Coaching alle Mamme) oppure le due sedute di consulenza per crescere i bimbi bilingue offerte da Letizia di BilinguePerGioco!

Un ringraziamento speciale va a FIAT, lo sponsor che ha permesso la realizzazione del MomCamp romano.

Grazie anche ai BabySponsor: l’animazione del Coccodrillo Innamorato che ha organizzato una bellissima animazione con Minnie che accoglieva i bimbi all’entrata e tanti giochi, palloncini e zucchero filato; il ristorante Biogusto con i suoi dolcetti biologici; Aditeam per la sponsorizzazione pubblicitaria; Interclub per gli sconti a servizi e esercizi alle famiglie di Roma; MammaLex per il download gratuito di pubblicazioni interessanti per le mamme; Pagine Baby che ha regalato a tutte le mamme la guida di Roma e infine, ma non per ultimo, Line4Kids che ha offerto un buono sconto alle mamme sugli acquisti on-line. 

Non possiamo, poi, non ringraziare tutte le mamme – e le loro famiglie – che sono intervenute e hanno fatto sì che passassimo una bellissima giornata insieme!

A prestissimo,

Maria C.


Mom Camp Roma… Conto alla rovescia!

Eccoci arrivate veramente ad una manciata di ore da MomCamp di Roma!

A questo punto possiamo sbilanciarci su una programma della giornata anche se le iscrizioni saranno aperte fino al giorno stesso!

 Ci saranno tre sessioni:

Sala A – Mamme e Lavoro (dalla mattina a metà pomeriggio);

Sala B – Le Mamme si confrontano (la mattina)

Sala B – Coaching alle Mamme (nel pomeriggio).

Gli interventi aumentano ogni giorno, ne sentiremo delle belle con Maria Pia e Manuela che parleranno di mamme e carriera, Laura Marino mostrerà normative a portata di click in MammaLex , Wonderland parlerà come mamma blogger, Letizia di come crescere bimbi bilingue.

Poi interverranno Valentina del Progetto Mercatino dei Piccoli, Elisabetta con il libro e blog “Partorire senza paura”, Pannolini Lavabili, i nostri Edoardo e Maddalena di FarmaciaSerraGenova ci parleranno di prodotti in aiuto alle mamme, Floriana di PotereDonna su conciliazione e social media, Time4Kids, whymum.it, mamme@Roma, GreenBasket, Serena e Silvia di genitoricrescono.com, il progetto Cinemamme, di Giulia e Adriana, la dott.ssa Pierini che ci proporrà dei percorsi e sostegni complementari al coaching alle mamme.

….E mentre ascolteremo i fantastici interventi che ci aspettano, ai nostri bimbi sarà offerta una succulenta colazione “fatta in casa” a base di crostate, ciambelloni, chissà cos’altro e succhi di frutta…gnam! Chissà se avanzerà qualcosa anche per noi?io scommetto di no…. ;-)

 A prestissimoooo!

Maria C.


Fiat al MomCamp di Roma

Dal MomCamp di Riva del Garda al MomCamp di Roma del 17 ottobre, Fiat si sposta portando con sé le iniziative pensate per le mamme e i loro bambini. In occasione della Blogfest abbiamo dato carta e matita ai bambini del Kindergarten, che con tanto impegno e fantasia hanno disegnato l’auto del futuro (tutti i disegni nell’album Flickr di Fiat). L’iniziativa è piaciuta molto e per questo motivo abbiamo pensato di riproporla anche a Roma.

Al MomCamp di Riva del Garda sarà nuovamente presente Bimbisicuramente, l’iniziativa promossa da Fiat e UCIF (Unione Concessionari Italiani Fiat) con l’obiettivo di informare e sensibilizzare le famiglie sul tema della sicurezza dei bambini in auto. Per saperne di più, vi invitiamo a visitare il canale YouTube dell’iniziativa, in cui sono presenti tutti i video che affrontano il tema della sicurezza per i bambini in auto.

Cogliamo l’occasione per invitarvi a vedere il video che Fiat ha realizzato durante il packing contest di Riva del Garda: Gara cronometrata al MomCamp con Panda Mamy.

Materiali e informazioni

Panda Mamy su Flickr
Bimbisicuramente
Il canale YouTube di Bimbisicuramente


Il mom camp romano… work in progress!

Eccoci qui ad iniziare a tirare le somme degli interventi previsti ad oggi e a organizzare il MomCamp romano!

Interverranno la Lega del Latte, Women Lobby (alla quale Working Mothers Italy è associata), Luisa Pogliana portando l’esperienza del suo ultimo libro Donne senza guscio nel quale ha intervistato più di 30 donne manager, Paola Liberace con il suo Contro gli asili nido e Anna Maria Mori con Nove per due.

Ma non finisce qui, si parlerà di come diventare imprenditrici di se stesse, aprire un asilo nido o un business in proprio seguendo la logica di percorsi come quelli di Pagine Baby o i suggerimenti di Fondazione Risorsa Donna, di un’alimentazione sana per noi ed i nostri bimbi con Sonia Piscicelli e degustando i manicaretti di BioGusto.

Come si educano i bimbi giocando? Ce lo spiegherà Claudio Mochi, psicologo di grande esperienza. Imperdibili, invece, le due sessioni di MomCoaching di gruppo (riservate però ad un massimo di 10 mamme ciascuna che si iscriveranno alla registrazione) che per la prima volta in Italia saranno tenute all’interno di un evento per le mamme da Flaminia Fazi di U2Coach (Progetto Feed the Mom) e Ioia Rocco di Coaching & Training Strategy Group (Progetto Mom Coach). Io mi iscriverò!

E ancora tanto divertimento per i bimbi con animazione, teatro, giochi, bolle di sapone, sculture di palloncini e tanto zucchero filato. Dubito che ci saranno solo bimbi ad apprezzare nella cornice del giardino della Casa Internazionale delle Donne.

Allestiremo anche un angolo libreria con le pubblicazioni più interessanti per le mamme, i libri pubblicati dalle scrittrici presenti e tante pubblicazioni per i bimbi.

Ce la stiamo mettendo proprio tutta per accogliervi al meglio e farvi passare una bellissima giornata… Siamo sicure che ulteriori novità non mancheranno quindi … STAY CONNECTED!

Maria C.@Working Mothers Italy


Post Fest

E anche  il MomCamp a Riva del Garda è andato.
La BlogFest ci ha offerto una location bellissima, nel parco del Palameeting di Riva del Garda con tanto di kindergarten annesso, per i bambini.

Per dimostrare che la sicurezza è importante – e non fa perdere tempo – abbiamo organizzato una  gara cronometrata di packing che in parole povere vuol dire: chi riesce a caricare il necessario* per il viaggio con i pupi, tutto in sicurezza, vince. A nostra disposizione una Panda Mamy e la collaborazione del progetto BimbiSicuramente e tanti genitori – e non solo – che sono stati al gioco.

La gara l’ha vinta un papà (Federico) con un tempo di 37secondi.18.

In premio, oltre alla maglia di FastDad, una 500 (a pedali) con cui giocherà presto la piccola Maria Gabriella.

Ad aggiudicarsi il titolo di FastMom, Maddalena, che ha caricato bagagli e seggiolino in 41.86.

Non tutti hanno fatto tempi utili per entrare nella rosa dei vincitori. Tremate, perché abbiamo filmato tutti!

Oltre ai ringraziamenti a Fiat vi annunciamo che presto saranno sono online su flickr anche i disegni dell’auto ideale secondo i bambini del MomCamp, tutte belle idee. Chissà che qualcuno non ne voglia realizzare qualcuna.

Un grazie anche a Line4Kids che ha portato alle mamme intervenute un po’ di regali per i loro bambini e a Organirama che ha fotografato le momcamper per un ritratto collettivo che presto vedremo online.

Se non siete venuti a Riva del Garda, magari ci vedremo al MomCamp di Roma.
E per sapere cosa vi siete persi cercate le foto taggate MomCamp su Flickr e le presentazioni su Slideshare!

Ah, come da tradizione, visto che anche a Milano era andata così, è stato un papà (Edoardo) a rompere il ghiaccio con il primo intervento a cui ne sono seguiti altri, tutti incentrati sul vasto tema della sicurezza e di un mondo a misura di bambino. Ovvio, anche di questi abbiamo testimonianza filmata e presto i video sarano disponibili sul canale di Mamme nella Rete dedicato al MomCamp.

*Grazie anche a Maddalena e Edoardo per averci prestato i loro bagagli, a Michele per l’uso del cellulare come cronometro di gara e a Guglielmo che ci ha aiutato a segnare i tempi, anche se poi la maglietta del KidFast l’abbiamo assegnata a Ettore perché a correre qua e là ci è sembrato lui il più veloce.


Piedibus, metti i piedi al tuo motore

Riporto qui di seguito l’articolo che ho scritto per la presentazione dell’iniziativa Piedibus.

Quando si dice che la scuola deve fare “rete” con il territorio, ecco Piedibus è un chiaro esempio di ciò. Dallo scorso anno scolastico, ormai, un’ottantina di alunni della scuola primaria “Zadra” dell’istituto comprensivo Riva 2 sta sperimentando cosa significhi vivere il proprio ambiente e allo stesso tempo mettere il bambino al centro di un’azione didattica volta a far crescere i cittadini di domani. Piedibus è a tutti gli effetti un autobus “umano”, con tanto di autista e controllore (due adulti che aprono e chiudono la fila), ci sono le fermate con orari precisi e percorsi studiati sin nei minimi particolari. L’iniziativa sposata con convinzione dall’istituto diretto da Francesco De Pascale è riuscita a coinvolgere il mondo che circonda la scuola, come l’associazionismo (rappresentato dalla Oplà e la sua presidentessa Vania Omezzolli), l’imprenditoria (con la Coop), l’amministrazione comunale di Riva del Garda e, elemento fondamentale, i genitori. “E’ questa – ha spiegato il dirigente De Pascale in occasione della presentazione del progetto  – un’iniziativa tanto semplice quanto importante. Non siamo certo i primi a metterla in atto e non vorremmo nemmeno essere gli ultimi. Piedibus è una di quelle belle cose che vanno copiate, imitate, esportate e diffuse. Ci piace sapere che anche Arco ha deciso di avviare un’analoga sperimentazione. Più siamo e meglio sarà, per i nostri bambini, per noi e tutto l’ambiente”.
La sfida è stata lanciata più di vent’anni fa, in occasione della presentazione del Progetto Città Sane fatta ad Ottawa nel 1086 dall’organizzazione mondiale della sanità. L’obiettivo era e rimane quello di orientare le politiche locali in direzione dell’uguaglianza e della promozione della salute e della prevenzione.
E’ davvero suggestivo al mattino veder convergere verso scuola così tanti bambini con le loro pettorine fluorescenti, i volti sono contenti, c’è modo di parlare con i compagni, anche con quelli delle altre classi, di camminare e vedere cose che di solito scappano via, che dal finestrino di una macchina sfuggono e basta. “E’ bello – ha detto un ragazzo – perché possiamo parlare tra di noi, è come una ricreazione. Di solito andavamo in macchina e tutto questo non era possibile. Anche sotto la pioggia è stato forte”.
Piedibus in effetti dà la possibilità di fare delle esperienze riguardo l’ autonomia, muoversi fuori dalla propria casa aiuta a sviluppare l’autostima e contribuisce ad un sano equilibrio psicologico. Ma c’è dell’altro.  “In questo modo – ha commentato Vania Omezzolli dell’associazione Oplà che di fatto si occupa del coordinamento operativo del servizio – la promozione dell’andare a piedi a scuola aiuta indubbiamente a rendere la città più vivibile, meno inquinata e chiaramente anche meno pericolosa. Sono molto contenta perché l’iniziativa ha visto fin da subito un bel gruppo di genitori coinvolti e sia la Coop che il comune si sono dati da fare per aiutarci”.
Si socializza facendo movimento e questo secondo aspetto è tanto importante quanto il primo. Non passa giorno che i pediatri e i frequenti studi in materia non puntino il dito sull’aumento percentuale dei bambini obesi. Ecco, Piedibus soddisfa la richiesta di movimento, peraltro al mattino mettendo anche di buon umore gli alunni stessi. E mentre si cammina e si fanno nuove amicizie, allo stesso tempo si ha modo sperimentare sul campo anche l’educazione stradale e non è difficile diventare pedoni consapevoli.
L’andare a scuola a piedi è anche ecologia applicata. “Da quando è partita l’iniziativa – ha detto il vigile urbano Marco Mantovani, da anni impegnato nell’educazione stradale fatta proprio sul campo – il traffico automobilistico in prossimità della scuola di rione Degasperi si è dimezzato. Ho seguito diversi “piedibus” e devo dire che i genitori sono subito calati alla perfezione nel ruolo e così anche i bambini hanno dimostrato attenzione e gradimento”.
Ogni Piedibus è diverso dall’altro, si adatta alle esigenze dei bambini e dei genitori. Le esperienze sono innumerevoli, soprattutto all’estero anche se, per fortuna, comincia  a prendere “piede” anche da noi. Tra i vari attori di un’iniziativa di questo genere non può mancare l’amministrazione comunale. Ad essa viene chiesto di “… mettere il più possibile in sicurezza i percorsi – ha detto l’assessore Paolo Matteotti – partendo dai marciapiedi sino ad arrivare ai semafori a chiamata. Si tratta di un’esperienza bellissima che ha dato anche a noi comune un’ulteriore spinta per fare in modo che la nostra città sia sempre più vivibile. Da anni ci preoccupiamo di avere sempre più piste ciclabili per incentivare questo tipo di mobilità e anche il Piedibus va proprio in questa direzione”. Non si inquina, si va movimento, si conoscono nuovi amici e mai come in questo momento c’è bisogno di una mobilità parsimoniosa. “Non c’è dubbio – ha commentato il sindaco nonché senatore Claudio Molinari – che questa idea cammini proprio con le gambe degli uomini. Noi ci crediamo e siamo convinti che questa iniziativa debba diventare prassi. Non solo perché ci avviciniamo ad un periodo di grande crisi, ma anche perché solo così, con la pratica, si possono diffondere stili di vita virtuosi. La sfida è nel dare continuità a questa pratica in maniera da poter vincere le pigrizie delle famiglie ma anche di noi amministratori”.
Insomma anche nel sentire i commenti dei genitori si ha la netta sensazione che si stiano rompendo molti di quei muri che la nuova società ha eretto suo malgrado. Se fino a qualche decennio fa era normale andare a scuola a “trasportati” dai propri piedi, oggi non è più così. Non né difficile comprendere che il traffico più copioso delle nostre città è dato dal pendolarismo dei lavoratori e, soprattutto, da quello scolastico. A Genitori che muovono la loro macchina per fare poche centinaia di metri da casa a scuola, possibilmente fin sul cancello. Nei giorni di pioggia, poi, il caos è diffuso. Piedibus non risolverà tutti i problemi legati al traffico automobilistico, allo smog, ma può dare un aiuto e le testimonianze, statistiche alla mano, sono tutte molto confortanti.  Per stessa ammissione dei genitori, poi, si è stati costretti a superare tutte quelle paure legate ad una serie di fattori che li portano a mettere in atto tutte le strategie per proteggerle i propri figli, compreso l’uso della macchina per portarli a scuola.
La scuola primaria “Zadra” ha voluto fare da apripista. Per ora i percorsi avviati sono tre e di fatto formano una raggiera che potenzialmente potrebbe servire tutti gli alunni del bacino d’utenza al di sotto del chilometro di distanza. Oltre continuerà a fare il suo servizio lo scuolabus che resta comunque un ottimo servizio anche sul fronte della riduzione del traffico. “L’idea – ha detto il dirigente Francesco De Pascale – è quella di allargare il più possibile l’iniziativa sul territorio comunale e non solo. Noi abbiamo iniziato con una scuola, ma contiamo di espandere la cosa. Stiamo già parlando tra dirigenti scolastici di istituti limitrofi, perché è un territorio intero che può trarre benefici da una pratica di questo genere. Si tratta davvero di diffondere una “pratica” di vita, un modus vivendi che ha ricadute immense. Noi siamo a disposizione – a concluso De Pascale – di tutti coloro che volessero sapere come sta andando da noi, quali possono essere gli intoppi da superare perché più siamo e meglio staremo”.

Buone passeggiate a tutti voi


In due viene meglio

Quando ero incinta, andai a fare l’ecografia morfologica nell’ospedale dovre avrei partorito, accompagnata come sempre in queste occasioni dall’ingegnere. Il medico che era di turno ci accolse nell’ambulatorio, e ci chiese subito se era la mia prima gravidanza; alla nostra risposta affermativa, scosse la testa e osservò “Immaginavo. Al primo figlio, vengono sempre tutti e due; dal secondo in poi, solo le mamme”.

Questa osservazione ci sembrò straordinariamente triste e assurda insieme. Non abbiamo avuto modo di smentirla, perché siamo rimasti a quota uno, ma in tutto quel che riguarda Guido ci siamo sempre regolati sulla base del principio che “i figli si fanno in due”, non solo all’inizio, ma anche dopo. Devo anche dire che conosco molte coppie che adottano la stessa linea di condotta.

Eppure, quando sento parlare di figli, spesso le uniche chiamate in causa sono le mamme. Martedì scorso, nell’arco della stessa giornata, ben due articoli sul Corriere.it chiamavano in causa le madri, colpevoli di prolungare per troppi anni l’uso del passeggino e, se madri lavoratrici, di aumentare il rischio di obesità dei propri figli. Ministeri e assessorati alle politiche familiari vengono assegnati sempre e invariabilmente alle donne. Scuole, pediatri, servizi vari, danno per scontata la presenza di madri pluridisponibili, chiamabili con preavviso zero, tanto mica avranno qualcosa di importante da fare, no?

Questo semplicemente non funziona. Né per le madri, né per i padri, né per i figli. Crea madri stremate e insoddisfatte, padri trascurati, figli incapaci di autonomia. La mia modesta proposta per sfuggire a questa corsa del topo è: fate finta di non essere le WonderWoman che in realtà siete, e abituatevi ad essere ogni tanto felicemente pigre.

Fin dall’inizio, lasciate godere anche ai vostri compagni la soddisfazione di cambiare i pannolini. Accogliete con gratitudine le offerte di aiuto dei nonni, che anelano a tenere per qualche ora vostro figlio mentre voi vi prendete un po’ di respiro. Quando crescono, non pensate che abbiano bisogno di voi 24 ore al giorno, possono tranquillamente affezionarsi anche alla dada del nido o alla zia che li viene a badare.

Non siate gelose, non smetteranno mica di volervi bene e di pensare che siete la donna più bella del mondo (almeno per qualche anno). Se li abituate a un universo in cui non esiste un solo punto di riferimento (la mamma), ma ci sono anche altre persone che gli vogliono bene e di cui si possono fidare (il babbo, i nonni, le dade), saranno bambini più sicuri di sè, non si metteranno a piangere alla porta dell’asilo, e correrete meno rischi di trasformarvi nella loro cameriera.

Anche al Momcamp, smettiamo di pensare che sia solo una questione di mamme, distribuiamo un po’ di questo dolce carico anche sulle spalle dei nostri compagni. In due, funziona meglio :-)

www.alebegoli.it


Non si mette la retro

Forse sono la persona meno adatta a parlare di sicurezza in città, e chi mi ha visto andare in bici per Milano forse conosce il perché. Mio marito anche. Vi prego non chiedetegli del mio incidente, potrebbe tenere banco per l’intera serata.

Ma voglio spiegarvi alcune cose.

Mi piace fare rewind e trovare le motivazioni di partenza.

Dovete sapere che sono cresciuta nel quartiere Mirafiori Nord a Torino negli anni ’70. I miei amici erano i figli degli operai della Fiat o degli impiegati dello stesso stabilimento.

L’automobile di famiglia era un 127 rosso che quando partivamo di notte per le vacanze diventava un comodo letto. Non ho mai capito come facesse mio padre a piazzare le valigie sotto e noi sopra che salutavamo i camionisti (altro che cinture di sicurezza!). A dire la verità mio fratello faceva solo le boccacce. Mi ricordo il rumore, il caldo del mattino e l’odore della benzina quando ci fermavamo dal distributore. E mi ricordo che un giorno mio padre con la faccia sconvolta esclamò: “Mille lire al litro???”

Arrivarono gli anni ’80 ed io facevo l’autostop, non avevo tempo e voglia di prendere la patente. Ma mi sono divertita un sacco. Ho anche rischiato, vero. Ma su certe cose sono sempre stata sveglia. Torino era una città inquinata e incasinata, la sua natura squadrata non l’ha mai aiutata. I semafori rossi torinesi duravano giusto il tempo di un riposino, ed io ho scoperto la bicicletta.

Negli anni ’90 ho lavorato nei villaggi turistici. Il massimo della vita per una che come me non sopporta sprecare tempo nei tragitti obbligati quotidiani. Il tempo di percorrenza camera-ufficio non è mai stato più di 90 secondi, ovviamente a piedi.

Poi Milano, un compagno e una bambina e poi anche un’altra. Altro che il villaggio!

I tempi sono minimi e io ormai la patente non l’ho presa. Ma avete presente cosa vuol dire a luglio a Milano con un porta enfant e un contenuto che ha solo 15 giorni di vita prendere un pulmann affollato e passarci una malsana mezz’oretta? Sì, sì lo so che andare a prendere l’acqua in Africa con un bambino in spalla per 20 chilometri è peggio.

Ma io non mi sono divertita e la volta dopo ho preso un taxi.

Milano è piccola. Sono comunque convinta che dobbiamo pedalare ed evitare di prendere la macchina per fare 2km e accompagnare i figli a scuola, anche per avere una città più pulita.

Ma è vero che rispetto agli anni ’70 le macchine sono migliorate un bel po’.

Io amo viaggiare, con qualsiasi mezzo. Amo la dimensione del viaggio e guardare fuori dal finestrino (nel frattempo ho preso la patente e da quel giorno non ho più guidato). Amo la nostra macchina nuova: comoda come un salotto con il piccolo frigo per le lattine e la possibilità di caricare un telefono… e quelle sfacciate delle bambine che vogliono salire in macchina solo quando è già fresca perché il papà gentile ha acceso prima l’aria condizionata e poi magari guardano un film sul computer…

Siamo viziati, vero. Ma non si torna indietro, non si può, non si mette la retro. Chissà come sarà avanti…

Forse ritorno a fare qualche guida. Forse.


Siamo nati per camminare

…per correre, saltare, giocare, rotolare…
Prova a farlo in città!

Ti ritrovi schiacciato da una macchina, con una cacca tra i capelli, con il fiato corto e con il pallone bucato da una cancellata.
Questo significa essere un bambino in una grande città.

E la cosa più brutta è che questa realtà comincia da piccolissimo: sballottato in una carrozina in una strada piena di buche, trasportato per anni in un passeggino a livello dei gas di scarico.

Tu preferiresti prima stare in una fascia faccia a faccia con la tua mamma… e poi vorresti scendere ma la tua mamma si sente più sicura a vederti legato “in una camera a gas” piuttosto che libero tra le macchine sul marciapiede e i passi carraio tranello.
E come darle torto.
Siamo tutte mamme tra semafori e marciapiedi stretti.

Ma possiamo pensare ad una città diversa.
Ci possiamo pensare?
Insieme.

Al MomCamp.