Piedibus, metti i piedi al tuo motore

Riporto qui di seguito l’articolo che ho scritto per la presentazione dell’iniziativa Piedibus.

Quando si dice che la scuola deve fare “rete” con il territorio, ecco Piedibus è un chiaro esempio di ciò. Dallo scorso anno scolastico, ormai, un’ottantina di alunni della scuola primaria “Zadra” dell’istituto comprensivo Riva 2 sta sperimentando cosa significhi vivere il proprio ambiente e allo stesso tempo mettere il bambino al centro di un’azione didattica volta a far crescere i cittadini di domani. Piedibus è a tutti gli effetti un autobus “umano”, con tanto di autista e controllore (due adulti che aprono e chiudono la fila), ci sono le fermate con orari precisi e percorsi studiati sin nei minimi particolari. L’iniziativa sposata con convinzione dall’istituto diretto da Francesco De Pascale è riuscita a coinvolgere il mondo che circonda la scuola, come l’associazionismo (rappresentato dalla Oplà e la sua presidentessa Vania Omezzolli), l’imprenditoria (con la Coop), l’amministrazione comunale di Riva del Garda e, elemento fondamentale, i genitori. “E’ questa – ha spiegato il dirigente De Pascale in occasione della presentazione del progetto  – un’iniziativa tanto semplice quanto importante. Non siamo certo i primi a metterla in atto e non vorremmo nemmeno essere gli ultimi. Piedibus è una di quelle belle cose che vanno copiate, imitate, esportate e diffuse. Ci piace sapere che anche Arco ha deciso di avviare un’analoga sperimentazione. Più siamo e meglio sarà, per i nostri bambini, per noi e tutto l’ambiente”.
La sfida è stata lanciata più di vent’anni fa, in occasione della presentazione del Progetto Città Sane fatta ad Ottawa nel 1086 dall’organizzazione mondiale della sanità. L’obiettivo era e rimane quello di orientare le politiche locali in direzione dell’uguaglianza e della promozione della salute e della prevenzione.
E’ davvero suggestivo al mattino veder convergere verso scuola così tanti bambini con le loro pettorine fluorescenti, i volti sono contenti, c’è modo di parlare con i compagni, anche con quelli delle altre classi, di camminare e vedere cose che di solito scappano via, che dal finestrino di una macchina sfuggono e basta. “E’ bello – ha detto un ragazzo – perché possiamo parlare tra di noi, è come una ricreazione. Di solito andavamo in macchina e tutto questo non era possibile. Anche sotto la pioggia è stato forte”.
Piedibus in effetti dà la possibilità di fare delle esperienze riguardo l’ autonomia, muoversi fuori dalla propria casa aiuta a sviluppare l’autostima e contribuisce ad un sano equilibrio psicologico. Ma c’è dell’altro.  “In questo modo – ha commentato Vania Omezzolli dell’associazione Oplà che di fatto si occupa del coordinamento operativo del servizio – la promozione dell’andare a piedi a scuola aiuta indubbiamente a rendere la città più vivibile, meno inquinata e chiaramente anche meno pericolosa. Sono molto contenta perché l’iniziativa ha visto fin da subito un bel gruppo di genitori coinvolti e sia la Coop che il comune si sono dati da fare per aiutarci”.
Si socializza facendo movimento e questo secondo aspetto è tanto importante quanto il primo. Non passa giorno che i pediatri e i frequenti studi in materia non puntino il dito sull’aumento percentuale dei bambini obesi. Ecco, Piedibus soddisfa la richiesta di movimento, peraltro al mattino mettendo anche di buon umore gli alunni stessi. E mentre si cammina e si fanno nuove amicizie, allo stesso tempo si ha modo sperimentare sul campo anche l’educazione stradale e non è difficile diventare pedoni consapevoli.
L’andare a scuola a piedi è anche ecologia applicata. “Da quando è partita l’iniziativa – ha detto il vigile urbano Marco Mantovani, da anni impegnato nell’educazione stradale fatta proprio sul campo – il traffico automobilistico in prossimità della scuola di rione Degasperi si è dimezzato. Ho seguito diversi “piedibus” e devo dire che i genitori sono subito calati alla perfezione nel ruolo e così anche i bambini hanno dimostrato attenzione e gradimento”.
Ogni Piedibus è diverso dall’altro, si adatta alle esigenze dei bambini e dei genitori. Le esperienze sono innumerevoli, soprattutto all’estero anche se, per fortuna, comincia  a prendere “piede” anche da noi. Tra i vari attori di un’iniziativa di questo genere non può mancare l’amministrazione comunale. Ad essa viene chiesto di “… mettere il più possibile in sicurezza i percorsi – ha detto l’assessore Paolo Matteotti – partendo dai marciapiedi sino ad arrivare ai semafori a chiamata. Si tratta di un’esperienza bellissima che ha dato anche a noi comune un’ulteriore spinta per fare in modo che la nostra città sia sempre più vivibile. Da anni ci preoccupiamo di avere sempre più piste ciclabili per incentivare questo tipo di mobilità e anche il Piedibus va proprio in questa direzione”. Non si inquina, si va movimento, si conoscono nuovi amici e mai come in questo momento c’è bisogno di una mobilità parsimoniosa. “Non c’è dubbio – ha commentato il sindaco nonché senatore Claudio Molinari – che questa idea cammini proprio con le gambe degli uomini. Noi ci crediamo e siamo convinti che questa iniziativa debba diventare prassi. Non solo perché ci avviciniamo ad un periodo di grande crisi, ma anche perché solo così, con la pratica, si possono diffondere stili di vita virtuosi. La sfida è nel dare continuità a questa pratica in maniera da poter vincere le pigrizie delle famiglie ma anche di noi amministratori”.
Insomma anche nel sentire i commenti dei genitori si ha la netta sensazione che si stiano rompendo molti di quei muri che la nuova società ha eretto suo malgrado. Se fino a qualche decennio fa era normale andare a scuola a “trasportati” dai propri piedi, oggi non è più così. Non né difficile comprendere che il traffico più copioso delle nostre città è dato dal pendolarismo dei lavoratori e, soprattutto, da quello scolastico. A Genitori che muovono la loro macchina per fare poche centinaia di metri da casa a scuola, possibilmente fin sul cancello. Nei giorni di pioggia, poi, il caos è diffuso. Piedibus non risolverà tutti i problemi legati al traffico automobilistico, allo smog, ma può dare un aiuto e le testimonianze, statistiche alla mano, sono tutte molto confortanti.  Per stessa ammissione dei genitori, poi, si è stati costretti a superare tutte quelle paure legate ad una serie di fattori che li portano a mettere in atto tutte le strategie per proteggerle i propri figli, compreso l’uso della macchina per portarli a scuola.
La scuola primaria “Zadra” ha voluto fare da apripista. Per ora i percorsi avviati sono tre e di fatto formano una raggiera che potenzialmente potrebbe servire tutti gli alunni del bacino d’utenza al di sotto del chilometro di distanza. Oltre continuerà a fare il suo servizio lo scuolabus che resta comunque un ottimo servizio anche sul fronte della riduzione del traffico. “L’idea – ha detto il dirigente Francesco De Pascale – è quella di allargare il più possibile l’iniziativa sul territorio comunale e non solo. Noi abbiamo iniziato con una scuola, ma contiamo di espandere la cosa. Stiamo già parlando tra dirigenti scolastici di istituti limitrofi, perché è un territorio intero che può trarre benefici da una pratica di questo genere. Si tratta davvero di diffondere una “pratica” di vita, un modus vivendi che ha ricadute immense. Noi siamo a disposizione – a concluso De Pascale – di tutti coloro che volessero sapere come sta andando da noi, quali possono essere gli intoppi da superare perché più siamo e meglio staremo”.

Buone passeggiate a tutti voi


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