Archivio per la categoria infanzia

Only for moms – una conquista o un ghetto?

DSCN0730Se c’è una cosa che tutte le neo-mamme rivendicano è il diritto a fare le cose che si facevano prima del parto. Sembrerebbe scontato, ma invece la nascita di un bambino, oltre ad allargare il girovita, incidere più o meno negativamente sulla frequenza dei rapporti sessuali, togliere sonno e proiettarci in un mondo di nuove geometrie familiari, spesso ci confina in un limbo fatto di accudimento e lavoro, in cui il concetto di tempo libero sembra ridursi ai cinque minuti serali per farsi una doccia.

Se prendere consapevolezza del problema e rendere consapevoli anche i padri sono i primi passi da intraprendere per cambiare questo stato di cose, ancora molto c’è da fare per far passare il concetto anche al di là del proprio nucleo familiare.

Difficoltà per allattare e cambiare i bambini quando si è in giro, sguardi di fastidio nei bar e nei ristoranti, di panico nei teatri e nei cinema, o alle conferenze.

Ricordo ancora quando 11 anni fa, forti dell’esperienza di tanti genitori nordici in giro per l’Europa con bimbi piccolissimi al seguito, mio marito ed io ci presentammo alla Galleria Borghese, riaperta da poco, con Federico nel passeggino. Non ci fecero entrare e a nulla valsero le nostre proteste. Il passeggino andava lasciato a casa, perché non era compatibile con la struttura.

In questi anni qualcosa è cambiato, e recentemente sono nate diverse iniziative volte proprio a creare degli spazi dedicati alle neo-mamme che vogliono continuare a uscire con i bimbi al seguito. Proiezioni  dedicate con il Cinemamme, un progetto  nato a Roma e diffusosi presto in altre città italiane, locali dedicati alle mamme, come il Mammacaffé di Roma, o che offrono angoli ad hoc per l’allattamento, ma anche negozi che diventano luogo di incontro e punto di riferimento.

E anche, iniziativa che mi colpisce particolarmente visto la mia precedente esperienza, visite culturali a siti o musei pensate apposta per mamme in gravidanza o con bambini al seguito.

E’ chiaro che questo fiorire di eventi ed iniziative rappresenta un segnale positivo.

Ma non posso fare a meno di pensare che ben altri dovrebbero essere i segnali in una società che creda nell’importanza di plasmarsi alle esigenze di coloro che la abitano, invece di pretendere che ci adattiamo tutti agli stretti canoni imperanti.

Per cui mi aspetto che nei prossimi anni siano tutti i locali, i musei, i cinema, i teatri e le sale conferenza, a rendersi conto che devono essere pensate per tutti, e prevedere l’assenza di barriere architettoniche, la presenza di bagni e fasciatoi, angoli da allattamento, scaldapappa e soprattutto cortesia e disponibilità.

Che anche da queste cose si misura il livello di civiltà di un popolo. E noi purtroppo abbiamo ancora tanto da imparare.


Salviamo Babbo Natale


Timbuktu, una rivista per bambini per IPad


Il vostro ricettario Rio Mare


MoM on the Road: il tempo del viaggio


La lentezza, la corsa e la frenata


“Il tempo è denaro”


Babies