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The new craft. Intervista con le Funky Mamas

IMG_05331. Negli ultimi anni le attività artigianali, che sembravano essere finite nel dimenticatoio, hanno trovato nuova linfa grazie al web. Secondo voi Internet è stato solo una casa di risonanza di una tendenza esistente o un vero e proprio generatore di mode?

Il web ha avuto un ruolo fondamentale nel ritorno al fatto a mano. Non credo che abbia generato nulla, ma dire che è stato solo una cassa di risonanza non è corretto. E’ stato un tramite pazzesco. Il suo ruolo è stato quello di unire, mettere in comunicazione, ha creato una forte comunità donando dei preziosi punti di condivisione. Ma dietro a tutto ciò ricordiamo la forte volontà delle persone in carne ed ossa e della loro volontà di fare. Internet ha riproposto con i tutorial quell’ora di educazione domestica di una volta e l’insegnamento comunitario dei paesini. Se la nonna non può insegnarti a fare la maglia, o la vicina a cucire a macchina ecco che arriva in forma virtuale un esercito di donne a cui chiedere aiuto.

2. Dall’ unicinetto al crochet, dai ferri al knitting fino al craft e al diy. Nella passione per il fatto a mano sono cambiati solo i termini o c’è qualcosa di più profondo?

Credo fortemente che il ritorno al fatto in casa sia stata una necessità per ritrovarsi in questo tempo complicato e veloce. Fare da sé significa dedicarsi del tempo, convogliare i pensieri e le energie che si rincorrono all’impazzata in un mantra creativo. Ci aiuta a ritrovare anche il giusto valore delle cose in un’ era consumistica di negozi low cost e prodotti venduti come beni di lusso, dove di alto livello a volte c’è solo il nome del brand e non il processo produttivo.

3. Quali sono i valori imprescindibili sui quali puntare per chi decide oggi di occuparsi di artigianato?

L’autenticità prima di tutto. Il non pensare nemmeno per un attimo alla creazione seriale, che è anche un nuovo modo di vivere l’utente finale come individuo unico, educato al bello,ai valori del cuore, all’estro creativo umano ed al suo genio.

4. Esiste un design di genere? Le donne e gli uomini cercano cose diverse in un oggetto?

Non solo donne e uomini cercano cose diverse, ma le donne non sono tutte uguali tra loro e nemmeno gli uomini. No, non credo nel design di genere, nemmeno quando si parla di design dedicato. In fondo quello che intendiamo fatto a posta per i bambini viene progettato dagli adulti, no?

5. Chi sono i designer e i siti dai quali traete ispirazione?

Viviamo in una società per immagini, dove anche i romanzi sono scritti quasi come una sceneggiatura, descritti quadro dopo quadro. Tutto diventa ispirazionale, i colori delle arance sul bancone della frutta al mercato, la foto su instagram di un pescatore dell’ Alaska, tutto. Attenzione al web però, è vero che teniamo d’occhio tantissimi siti, ma è lontano dagli schermi che arriva l’ispirazione genuina e il momento creativo migliore. Credo.

Quindi tutti e nessuno.


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