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Le mamme del mom camp si raccontano: Raffaella e il suo Mammarsupio

Mammarsupio nasce da una storia di vita che incontrandosi con una professionalità già avviata l’ha trasformata in una storia che pian pianino sta coinvolgendo altre vite…
Mammarsupio vorrebbe innanzi tutto offrire  a tutte le mamme una soluzione semplice e pratica alla prima domanda che i genitori si fanno appena si ritrovano in braccio il loro minuscolo figlio dopo il parto: perchè piange?
Quante volte se siete mamme vi siete fatte questa domanda o, ancora peggio, ve la siete  sentita fare da altri?

Per un neonato, spesso alla nostra domanda  la risposta primaria sarebbe: ha bisogno delle braccia della sua mamma. Nulla di più.
Ma noi no, ci complichiamo la vita…e ci siamo inventati pure tutta una storia sul vizio legata a questo primo periodo di vita.
…ci credete che mia mamma quando giocavo con le bambole mi diceva ” … ma signora, la metta giù questa bimba se no la vizia”?

Bene, rispondiamo a tutti… no, non sta in braccio. Sta nel mammarsupio!

..che simula l’abbraccio della mamma, che ridà la sicurezza persa durante la fase espulsiva, che tranquillizza, rilassa….e fa star comoda la mamma.

L’idea è nata 6 anni fa, come vi dicevo da un’esperienza in terapia intensiva, dall’impossibilità di trovare in commercio una fascia che mi soddisfacesse, e dalla voglia di far conoscere a tutti i genitori l’importanza e la grande “magia” che si crea tra mamma e bimbo tenuto a contatto.
Ho iniziato a fare le fasce in casa….e poi con altre mamme e professionisti ci siamo strutturati e abbiamo trasformato tutto in un lavoro.
Un lavoro che non ci fa diventare ricchi ma che ci dà grandi soddisfazioni.

Ora abbiamo fasce in cotone bio  in  8 colori e  in lino
… e grande anteprima per i momcamp…
stiamo lavorando sul progetto: Mammarsupio biosoft, un mammarsupio in cotone bio pensato appositamente per i prematuri.


Fiat al MomCamp di Torino


Mom camp di Torino: chi ci sarà?


La città a misura di bambino


Il vuoto


ritiro tutto


Tenere a bada la complessità


Faccia a faccia


L’attesa


il tempo perduto