Dal riflesso di estrusione al processo di svezzamento del bambino

Quando si parla di autosvezzamento, intendiamo di aspettare che sia il bambino stesso a decidere in autonomia quando è il momento giusto. Sebbene nel nostro Paese vi siano delle linee guida che puntano ad una pratica di svezzamento programmata e piuttosto standard, molti esperti sostengono che si tratti di un’abitudine tipicamente italiana.

Quando nel bambino scompare il riflesso di estrusione (principio per il quale il piccolo tende ad espellere il cucchiaino con la lingua), è arrivato il momento di seguirlo nel processo di svezzamento.

Bambino piccolo con mele

Autosvezzamento tra allattamento e luoghi comuni

Per molte madri il momento dello svezzamento deve essere fatto ad un certo periodo di vita del bambino, altrimenti si rischia di allattare il piccolo ad età troppo avanzata. Chiaramente è una paura priva di fondamento. Quante persone nella vita avete conosciuto che hanno allattato i figli fino a 2 anni o più?

Il processo di abbandono del latte e lo stimolo a ciò che vedono mangiare agli altri è naturale, avviene quando è il momento giusto. I bambini sono predisposti alla crescita e all’autodeterminazione, bisogna saperli ascoltare e stimolarli in questo senso.

Alimentazione, carenze e deficienze

Un altro aspetto dell’alimentazione che le madri seguono per i propri figli, è quello in merito ai pasti bilanciati, che contengano cioè tutti gli elementi che i piccoli devono avere (secondo le loro teorie da mamme). In realtà vi sono fin troppe variabili che rendono questa teoria poco solida. Mettiamo che un bambino non mangi completamente il suo piatto, o che in alternativa non gli basti e ne voglia ancora, il bilanciamento in entrambi i casi sarebbe del tutto inutile.

Cerchiamo di far conoscere ai piccoli tutti i sapori consentiti in base alla sua crescita, dando loro ciò che desiderano e mangiano volentieri. Se si riscontreranno carenze, basterà intervenire con un integratore.

Autosvezzamento: cosa tenere presente

Quando si affronta il tema dell’autosvezzamento, ci sono dei fattori da tenere in assoluta considerazione, ecco di cosa parliamo:

Svezzamento tradizionale: il metodo italiano che prevede lo svezzamento usando prodotti come farine oppure omogenizzati fa parte della cultura italiana.  Non esiste nulla di ufficiale che supporti questa tesi come unico metodo per svezzare i bambini.

Accordo di svezzamento: coloro che scelgono di svezzare in maniera programmata i piccoli, si basano su quello che è un accordo standard, che vede il periodo migliore per iniziare il sesto mese di vita del bambino.

Allergie: non si deve temere per il discorso allergie a particolari alimenti, gli studi affermano che non vi è alcuna ragione di tardare con la somministrazione di qualsiasi tipo di cibo.

Calendario introduzione alimenti: non è nulla di ufficiale e riconosciuto, ma trattasi di un’invenzione dei vari pediatri che negli anni hanno preso iniziativa.

Svezzamento all’italiana: cosa dare o cosa non dare al bambino durante lo svezzamento, in Italia ha visto sorgere luoghi comuni e diete personalizzate nostrane che non trovano alcun riscontro fuori dal Paese. Basti pensare che all’estero molti omogenizzati contengono alimenti che in Italia sono considerati ‘proibiti’, come ad esempio il pomodoro e l’uovo.