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I disturbi del sonno: come aiutare a riposare correttamente

I disturbi del sonno al giorno d’oggi interessano una buona fetta della popolazione mondiale.

Chi quotidianamente fatica ad addormentarsi o dorme poco e male, l’abbiamo sperimentato tutti anche se solo sporadicamente, finisce per assistere impotente al deterioramento della qualità della sua vita, ad un peggioramento del rendimento lavorativo o scolastico ed alla crescente difficoltà di stabilire buoni rapporti umani con colleghi, conoscenti e persino familiari.

Ma esistono dei rimedi al problema? Lo abbiamo chiesto agli esperti di https://www.villaferrimedica.com, scopriamoli insieme.

Privazione del sonno

Per sommi capi lo sappiamo tutti: chi non dorme bene accusa spesso stanchezza cronica, ridotte capacità di concentrazione e di attenzione ed un’irritabilità che a volte sconfina quasi nell’inspiegabile.

Quando però la situazione si cronicizza, i malesseri si moltiplicano e finiscono anche per diventare potenzialmente pericolosi. L’esempio classico è quello della sonnolenza diurna che, ci auguriamo tutti, possa colpire il paziente soltanto quando si trova comodamente seduto sul divano di casa propria. Ai problemi sopra elencati però finiscono per aggiungersi anche generici disturbi dell’umore, astenia, scarsa memoria e veri e propri stati d’ansia.

Se tutti questi fastidi diventano abitudine è evidente che si rende necessario l’aiuto di uno specialista. Nel caso in cui le vostre consuetudini in materia di conservazione dei ritmi sonno-veglia siano state fino a questo momento diverse e più salutari non attendete troppo prima di rivolgervi ad un medico.

La qualità del sonno

Ma quando possiamo dire di avere dei disturbi del sonno? Innanzitutto quando si dorme meno di 7 ore per notte. Sia chiaro questo parametro è alquanto soggettivo: alcuni individui infatti possono,  trascorso questo lasso di tempo, saltare giù dal letto come grilli e rimanere vispi ed arzilli per tutta la giornata. Altri invece necessitano di almeno una decina di ore per poter connettere. Esistono poi dei casi estremi di persone che non hanno alcun problema a tirare avanti un’intera settimana avendo sulle spalle non più di 5 ore di sonno per notte.

La validità del sonno però non è determinata soltanto dal numero di ore in cui si riposa, ma anche dalla qualità di questo tempo. L’insonnia, per intenderci, potrebbe non interessare chi dorme 6 ore a notte ma piuttosto chi ha un riposo disturbato da ragioni psichiche (ci si sveglia spesso, si hanno incubi continui, si è in uno stato di preallerta costante, ecc.) o fisiologiche (per esempio molti pazienti affetti dalla sindrome delle gambe senza riposo faticano a dormire bene. Stesso discorso vale per gli ipertesi, i cardiopatici e gli individui con disturbi alla tiroide o malattie sistemiche).

Ma non è tutto. Ad alterare i ritmi sonno-veglia concorrono spesso anche le cattive abitudini (uso eccessivo di caffeina o nicotina, brutto rapporto con l’alcool, sport praticato poche ore prima di andare a letto e regimi alimentari non proprio salubri).

I rimedi

Se il vostro è un problema occasionale mettete in pratica pochi e semplici accorgimenti: coricatevi ed alzatevi sempre allo stesso orario, bandite dalla stanza dalla letto TV e cellulari, migliorate la vostra dieta e concedetevi un po’ di movimento all’aria aperta.

In caso di cronicizzazione del problema recatevi dal medico che, probabilmente, vi suggerirà di utilizzare melatonina, benzodiazepine, ipnoinducenti ed, a volte, persino degli antidepressivi.

Se il problema non dovesse rientrare rivolgetevi allora ad un centro di medicina del sonno.

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