Neonato fra coperta
Bambini

Sondino rettale neonati: cos’è, quando e come usarlo

Il sondino rettale per neonati è un oggetto che può rivelarsi di innegabile utilità. Questo aggeggio serve infatti a rendere meno fastidiosi i disturbi intestinali tipici di quella fase della vita.

Dato che non tutti i genitori saprebbero come utilizzare un sondino rettale, e che alcuni avrebbero forse anche paura di far del male al piccolino, abbiamo pensato di scrivere una breve guida che rassicuri un po’ gli adulti e che spieghi loro cosa fare nel caso siano costretti ad adoperarlo.

I neonati ed i disturbi intestinali

Se lo saranno chiesto in molti: perché i neonati hanno sempre qualche fastidio intestinale? Perché in tenerissima età i bambini si trovano spesso costretti ad affrontare coliche, stipsi e via discorrendo? La risposta a queste domande è talmente semplice da sembrare quasi poco esaustiva: il loro apparato digerente è ancora in rodaggio.

Se il piccolino nella pancia della mamma si nutriva attraverso il cordone ombelicale, adesso deve imparare a bere e mangiare autonomamente. Questo significa che dovrà dapprima prendere confidenza con il seno ed il latte materno, poi con i primi cibi solidi. A tutti gli effetti per il bebè si tratta di un vero e proprio scombussolamento a cui l’organismo non sempre reagisce bene. Per meglio comprendere il motivo di tanti disturbi, pensiamo che l’apparato digerente di un neonato è sicuramente diverso rispetto a quello dell’adulto. Le sostanze di scarto presenti nel semplice latte materno, ad esempio, possono essere espulse tranquillamente subito dopo la poppata o, in alcuni casi limite, tenuti in corpo anche una settimana.

Chiaro è che si notasse tanta difficoltà ad evacuare si dovrebbe subito chiedere il parere del pediatra, magari prima dello scorrere dei 7 giorni di cui sopra. In molti casi, a patto che il piccolo produca regolarmente dell’urina e che sia tutto sommato tranquillo, non ci sarà molto da preoccuparsi. Spesso comunque, fosse solo per aiutare il bambino a regolarizzarsi, il medico vi suggerirà di utilizzare un sondino rettale.

Quando il problema non è la stipsi

Capita a volte che il pediatra suggerisca ai genitori di utilizzare il sondino rettale anche se il piccolo effettivamente non sembra soffrire di stitichezza vera e propria.

Uno dei problemi che più comunemente interessa l’apparato gastrointestinale dei neonati è la mancanza di coordinazione tra gli organi ed i muscoli interni. In poche parole mancherebbe loro, almeno temporaneamente, la capacità di contrarre e rilassare la muscolatura nei modi e nei tempi corretti per stimolare la fuoriuscita delle feci. Il sondino in questo caso, agendo sul retto, induce dei movimenti meccanici dei muscoli ed aiuta il neonato a svuotare l’intestino.

Sondino rettale: come e quando usarlo

Il sondino rettale va utilizzato in caso di stipsi o, perché no, quando il piccolino ha la tendenza ad incamerare molta aria nel pancino. Forse è superfluo specificare che i genitori, pur accorgendosi della presenza di tali problemi, non dovranno mai prendere iniziative. Sarà sempre e solo il pediatra ad autorizzare l’impiego del dispositivo.

D’altro canto questo piccolo aiuto, per quanto valido ed in certi casi indispensabile, è alquanto invasivo e di certo fastidioso. Il sondino infatti deve essere inserito, con estrema delicatezza, nell’ano del neonato. L’operazione, soprattutto se il piccolino tende a muoversi molto, potrebbe ferire il bambino. Per facilitare un po’ l’impresa ed evitare di far male al bebè, sarebbe bene lubrificare l’apparecchio con dell’olio di mandorle dolci o, in alternativa, con del comune olio d’oliva. La cannula dovrà essere introdotta nell’orifizio anale per circa 3 centimetri, fatto ciò, si provvederà a muoverla lentamente in senso circolare.

Ovviamente questa operazione richiede estrema delicatezza: mai compiere movimenti bruschi o raggiungere maggiori profondità. Se tutti i passaggi sono stati eseguiti bene il piccolino riuscirà ad evacuare entro una decina di minuti.

Sondino rettale o clistere?

Capita a volte che il bimbo più che di una stimolazione muscolare necessiti di altro. In certi casi il pediatra, ancora una volta sarà lui ad autorizzarvi a procedere, vi suggerirà infatti di usare il clistere.

Il meccanismo in questo caso è appena diverso rispetto a quello precedentemente descritto. La relativa cannula lubrificata stavolta andrà introdotta, sempre con estrema delicatezza, in profondità, ad una decina di centimetri circa, sino a raggiungere e superare l’accumulo di feci. Le cannule in questo caso sono molto flessibili e naturalmente portate a seguire le anse dell’intestino.

Una volta posizionato, il clistere lascerà fuoriuscire una soluzione di camomilla e vasellina (o di qualsiasi altro liquido tiepido utilizzabile in questi casi). Tali prodotti, con il loro peso, spingeranno giù le feci che, sospinte sino all’ampolla rettale, verranno regolarmente espulse dall’organismo.

Avvertenze e controindicazioni

Uno dei compiti più difficili per il pediatra a cui sottoporrete il caso, sarà quello di capire se il piccolo fatichi ad evacuare per cause organiche o per semplice pigrizia. Quest’ultima possibilità andrebbe valutata con attenzione. Il bebè deve infatti imparare ad andare di corpo regolarmente e non sempre l’aiuto esterno può in tal senso tornargli utile. Attenzione poi anche all’alimentazione tanto del bambino quanto della mamma che ancora allatta al seno: determinati cibi di certo non giovano alla causa.

Prima di tentare metodi invasivi inoltre sarà sempre bene provare con un massaggino alla pancia. Questo vecchio trucchetto serve a migliorare la respirazione del piccolo, agisce sull’apparato cardiocircolatorio, crea un legame affettivo tra i genitori ed il bambino e, cosa che più ci interessa in questo caso, stimola il sistema gastrointestinale.

Una certa cautela poi sarebbe necessaria quando si cerca di valutare la frequenza con cui usare i sondini rettali. Ovviamente il loro impiego non può essere quotidiano, né tanto meno seguire ad ogni pianto ininterrotto del bambino affetto da coliche. Questo metodo andrebbe semmai utilizzato allo scoccare del terzo giorno di inattività intestinale del piccolo.

Un ultimo consiglio: anche se ancora in tenerissima età, i bimbi possono essere tesi, nervosi o stressati. Tutto ciò, un po’ come avviene nel caso degli adulti, può interferire sullo svolgimento delle normali attività corporee. Attenzione quindi a creare intorno al piccolo un ambiente sempre sereno e rassicurante.

Metodi naturali

Sembrerà strano ma per evitare a monte ogni tipo di problema è possibile insegnare al bebè come evacuare utilizzando dei metodi naturali. Il solito massaggino di cui abbiamo diffusamente parlato nel corso dell’articolo, dovrebbe essere eseguito tenendo il bimbo in braccio ed in piedi.

D’aiuto possono essere anche i bagni caldi o piccoli movimenti studiati per stimolare l’intestino. Uno di questi prevede che le gambette del bambino vengano piegate in direzione dell’addome. Utile è infine tenere il cucciolo in braccio in posizione prona.

Sondino rettale per neonati: dove comprarne uno?

Il sondino rettale per neonati può tranquillamente essere acquistato in farmacia oppure online. In questo caso consiglio di vedere tutti i “sondini rettali per neonati” presenti su Amazon, così potrai leggere per ciascun prodotto anche la recensione di chi l’ha già provato. Attenzione, in caso di acquisti online, a verificare la qualità del prodotto ed ad accertarsi che esso sia conforme a tutte le normative in materia. Il costo di questo oggetto può variare in relazione ad un gran numero di parametri. Sappiate quindi che l’esborso oscillerà da un euro o poco più ai 25 euro circa in relazione alle caratteristiche dell’articolo.

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